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Una nuova udienza è prevista il 9 ottobre a Bologna riguardo al caso del suicidio del tiktoker Vincent Plicchi. La famiglia, tramite i propri legali, contesta la richiesta di archiviazione e chiede approfondimenti su una campagna diffamatoria online.

Udienza per suicidio tiktoker a Bologna

Il 9 ottobre si terrà un'importante udienza a Bologna. L'incontro avverrà davanti al giudice per le indagini preliminari. Si tratta di un momento cruciale a tre anni dalla tragica morte di Vincent Plicchi. Il giovane, noto sui social come Inquisitor Ghost, aveva solo 23 anni.

L'udienza segue un'opposizione presentata dalla famiglia di Vincent. L'opposizione riguarda una nuova richiesta di archiviazione. Questa richiesta è relativa all'inchiesta sulla campagna diffamatoria che il 23enne bolognese aveva subito. La famiglia contesta le indagini svolte finora.

Richiesta di nuove indagini sulla campagna social

I legali della famiglia, Fabio Anselmo e Daniele Benfenati, hanno depositato un atto di opposizione. In questo documento, la difesa evidenzia quelle che definisce «carenze investigative». Si chiede di approfondire il ruolo di quattro persone. Queste persone sono state individuate durante gli accertamenti preliminari.

Secondo i legali, il pubblico ministero avrebbe dovuto agire diversamente. In assenza di ulteriori riscontri, si sarebbe dovuto disporre il sequestro dei dispositivi informatici. Parliamo di cellulari, PC e tablet. Questi dispositivi erano in uso alle persone individuate. Sarebbe stata necessaria un'analisi tecnica su tali device.

L'obiettivo era verificare se fossero i proprietari e gli utilizzatori dei profili social. Da questi profili erano partite accuse pesanti nei confronti di Vincent. Si voleva anche accertare se ci fossero state interazioni tra loro. La famiglia richiama in particolare alcune chat.

Chat e sofferenza del giovane tiktoker

Nelle chat, Vincent aveva manifestato il suo proposito suicidario. Questo era avvenuto prima della sua morte. Aveva collegato il suo stato di forte sofferenza alle accuse di pedofilia. Queste accuse erano state diffuse online. La difesa ritiene che questi elementi siano fondamentali.

Questi elementi renderebbero necessario approfondire l'eventuale consapevolezza. Si intende la consapevolezza da parte di alcuni ragazzi coinvolti. Si vuole capire se fossero a conoscenza delle condizioni del 23enne. La sofferenza di Vincent era palese e legata alle accuse online.

Richieste legali e cortometraggio

I legali chiedono al gip di ordinare la formulazione dell'imputazione. Le ipotesi considerate sono istigazione o aiuto al suicidio. Si valutano anche atti persecutori e minaccia. In subordine, si ipotizzano morte come conseguenza di altro delitto e minaccia.

In alternativa, si chiede di disporre ulteriori indagini. Queste dovrebbero includere l'acquisizione forense dei dispositivi. Si richiede anche l'acquisizione dei dati richiesti alle piattaforme social. Nel frattempo, a Bologna, sono in corso le riprese di un cortometraggio. Il film si intitola «Vincent». Racconta la vicenda di Plicchi. È diretto da Valerio Lo Muzio. È destinato anche al circuito dei festival e delle scuole.