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Il regista premio Oscar Giuseppe Tornatore ha condiviso aneddoti sulla sua carriera al Bif&st di Bari. Ha rivelato di aver iniziato a fotografare le persone di spalle per timidezza, un approccio che simboleggiava per lui libertà assoluta.

Tornatore: Gli inizi timidi e la libertà creativa

Il celebre regista premio Oscar, Giuseppe Tornatore, ha recentemente offerto uno sguardo intimo sul suo percorso artistico. L'occasione è stata un incontro al Teatro Petruzzelli di Bari, durante la quarta giornata del Bif&st - Bari International Film&TV Festival 2026. Davanti a un pubblico numeroso, Tornatore ha rievocato i suoi primi passi nel mondo della settima arte.

Già in giovane età, il futuro cineasta era attratto dalla figura umana. Armato della sua prima macchina da presa, si aggirava per catturare immagini. Tuttavia, la sua innata timidezza lo portava a riprendere le persone unicamente di spalle. Questa scelta era dettata dalla paura di essere notato o di creare disagio.

Per Tornatore, questo approccio rappresentava una forma di assoluta libertà. Non sentiva la pressione di dover convincere produttori o affrontare critiche. Era un modo per esplorare il mondo visivo senza interferenze esterne. Anche quando immortalava anziani intenti a ritirare le loro pensioni, lo faceva con discrezione.

Queste prime esperienze, sebbene dettate da una certa insicurezza, hanno plasmato il suo sguardo unico. La capacità di osservare senza essere osservato è diventata una cifra stilistica. Ha permesso di cogliere momenti autentici e spontanei, lontani dalla posa o dalla consapevolezza di essere ripresi.

L'incontro, moderato dal critico Paolo Meneghetti, è seguito alla proiezione del suo acclamato film 'La migliore offerta'. La cornice del festival barese ha offerto lo scenario ideale per queste riflessioni.

Aneddoti e scelte cinematografiche del regista

Durante l'evento, Tornatore ha condiviso diverse curiosità sulla sua carriera. Ha affrontato il tema degli attori feticcio, rivelando di non averne mai avuto uno. La ragione risiede in un suo personale complesso: considera ogni nuovo film come un esordio assoluto.

Questo approccio lo spinge a rinnovare costantemente la sua ricerca. Ogni progetto è affrontato con la freschezza e l'incertezza di chi inizia. Non si adagia su formule consolidate, ma cerca sempre nuove strade espressive e collaborazioni.

Il suo metodo di lavoro con gli attori è altrettanto particolare. Consegna loro il copione senza anticipare il ruolo specifico. Attende la loro reazione, cercando un segnale di comprensione o, meglio ancora, un'immedesimazione spontanea. Se un attore percepisce che il personaggio è stato scritto per lui, questo è un ottimo presagio per Tornatore.

Un altro ricordo affascinante riguarda la sua prima esperienza da proiezionista. A soli dieci anni era già assistente, ma a quattordici si ritrovò da solo dietro la macchina da presa. Il film in programma era 'Un dollaro d'onore', un western del 1959 diretto da Howard Hawks. La pellicola era datata e presentava molte parti mancanti, aumentando il rischio di interruzioni.

Tornatore ha confessato di essere stato terrorizzato durante quella proiezione. La responsabilità di gestire un film così delicato era enorme. Nonostante la paura, l'esperienza si concluse positivamente, lasciandogli un ricordo indelebile. Questo episodio dimostra la sua precoce passione per il cinema in tutte le sue sfaccettature.

Le scelte mancate e i sogni incompiuti

Il regista ha poi toccato il tasto delle scelte non realizzate. Per 'L'uomo delle stelle', aveva inizialmente pensato a Teo Teocoli per interpretare il protagonista. Trovava l'attore divertente ma dotato anche di profondità, ideale per il ruolo di un americano un po' truffaldino in Sicilia. Tuttavia, la produzione, guidata da Cecchi Gori, non approvò la scelta, ritenendo che Teocoli non avrebbe funzionato.

La prima opzione di Tornatore era in realtà Joe Pesci, ma l'attore era impegnato in un altro progetto. Alla fine, il ruolo andò a Sergio Castellitto, che offrì una performance memorabile. Questo aneddoto illustra le complesse dinamiche che spesso accompagnano la realizzazione di un film.

Guardando indietro alla sua filmografia, Tornatore esprime soddisfazione per aver realizzato solo i film che amava. Anche quelli che non hanno ottenuto un grande successo commerciale o che considera meno riusciti sono parte integrante del suo percorso. Non ha rimpianti sui film fatti, ma nutre amarezza per quelli che avrebbe voluto realizzare.

Due progetti in particolare lo tormentano: 'Leningrado' e 'Il sognatore indiscreto'. 'Leningrado' è stato un film su cui ha lavorato per oltre trent'anni, riscrivendolo continuamente. I produttori lo consideravano però sempre troppo costoso da realizzare. Alla fine, Tornatore ha dovuto abbandonare l'idea.

'Il sognatore indiscreto', invece, era concepito non tanto per essere scritto, quanto per essere vissuto direttamente. Tornatore è convinto che oggi, con le potenzialità offerte dall'Intelligenza Artificiale, un film del genere potrebbe essere realizzato e compreso. Forse non avrebbe avuto successo, ma sarebbe stato almeno capito.

Il bilancio di una carriera e i progetti futuri

Nonostante le occasioni mancate, Giuseppe Tornatore traccia un bilancio positivo della sua carriera. Sta attualmente lavorando a un nuovo progetto, un biopic in lingua inglese intitolato 'The First Dollar'. Il film racconterà la vita di Amedeo Peter Giannini, imprenditore italo-americano fondatore della Bank of Italy, poi diventata Bank of America.

Inoltre, ha già un altro film pronto, già scritto. Questo dimostra la sua continua vitalità creativa e la volontà di proseguire secondo il suo metodo: realizzare solo i film che lo appassionano, anche a costo di doverli poi tenere nel cassetto.

Al Bif&st, Tornatore ha ricevuto il Premio Bifest Arte del Cinema. Ha inoltre ricevuto un riconoscimento per la sezione 'Rosso di sera'. Prima della proiezione del suo capolavoro 'Nuovo Cinema Paradiso', vincitore dell'Oscar nel 1988, si è tenuto un cine-concerto. L'Orchestra del Teatro Petruzzelli, diretta dal Maestro Pietro Mianiti, ha eseguito dal vivo la colonna sonora del film.

L'evento è stato organizzato dal Bif&st in collaborazione con la Fondazione Petruzzelli, unendo cinema e musica in un'unica, emozionante esperienza. La presenza di Tornatore a Bari ha rappresentato un momento significativo per gli appassionati di cinema pugliesi e non solo.

La carriera di Tornatore, iniziata con timidezza ma guidata da una visione chiara, continua a ispirare. La sua dedizione all'arte cinematografica, anche di fronte alle difficoltà, è un esempio per le nuove generazioni di registi e cineasti. La sua capacità di raccontare storie universali con uno stile inconfondibile rimane il suo più grande successo.