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La Dda di Bari ha fatto luce su due omicidi collegati alla storica faida tra i clan Capriati e Strisciuglio. Sono 14 le persone coinvolte, tra fermi e arresti, per omicidio, tentato omicidio e reati legati ad armi e droga.

Faida tra clan a Bari: due omicidi collegati

Una lunga faida mafiosa tra i clan Capriati e Strisciuglio a Bari sembra essere la causa di due recenti delitti. La Direzione Distrettuale Antimafia (Dda) ha ricostruito gli eventi.

Gli omicidi in questione riguardano Raffaele 'Lello' Capriati, ucciso nella notte di Pasquetta del 2024. Un altro delitto è quello di Filippo Scavo, assassinato il 19 aprile precedente.

Le indagini coordinate dalla Dda hanno portato a un'operazione congiunta di polizia e carabinieri. Sono state eseguite 11 misure di custodia cautelare e 3 fermi. Le accuse includono omicidio, tentato omicidio e possesso illegale di armi e stupefacenti.

Dettagli sui fermi e gli arresti

I tre fermi riguardano l'omicidio di Filippo Scavo. Le persone sottoposte a misura cautelare sono Dylan Capriati, 22 anni, nipote di Lello, e i giovani Aldo Lagioia e Nicola Morelli.

Per quanto concerne l'omicidio di Raffaele 'Lello' Capriati, sono stati arrestati Luca Marinelli e Nunzio Losacco. Marinelli, già detenuto, è considerato l'esecutore materiale. Losacco avrebbe guidato la moto utilizzata per raggiungere Capriati.

Lello Capriati fu ucciso mentre si trovava in auto nel quartiere Torre a Mare. Era in compagnia di una donna, rimasta illesa. L'agguato è avvenuto in un contesto di forte tensione tra i clan.

Ricostruzione degli eventi e moventi

Secondo le indagini, Lello Capriati aveva tentato di mediare tra i clan rivali. La sua opera di pacificazione sarebbe stata interrotta da Filippo Scavo. Quest'ultimo avrebbe minacciato Christian Capriati, figlio di Lello, fuori da un locale.

Poche ore dopo, Christian e suo fratello Sabino avrebbero reagito. Ferirono a colpi di pistola due giovani vicini al clan Strisciuglio nel quartiere Carbonara.

Due giorni dopo questo episodio, Lello Capriati venne ucciso. Gli inquirenti ritengono che l'omicidio di Scavo sia una risposta diretta all'uccisione di Capriati.

Le indagini hanno evidenziato la rapidità dell'omicidio di Scavo, avvenuto in soli 11 secondi. La violenza degli scontri è emersa chiaramente.

Cooperazione interforze e appelli

L'operazione che ha portato ai 14 provvedimenti cautelari ha visto la partecipazione della Squadra Mobile di Bari. Hanno collaborato anche il Nucleo Investigativo dei Carabinieri della BAT e il Reparto Operativo e Anticrimine di Bari.

Parallelamente, la Guardia di Finanza ha condotto indagini patrimoniali sugli indagati. Il PM Paolo Savio ha lodato il coordinamento tra le forze dell'ordine.

Il Procuratore Roberto Rossi ha definito il sistema di cooperazione un «modello virtuoso». Ha sottolineato l'importanza della lotta alla criminalità organizzata come obiettivo comune. Ha inoltre espresso preoccupazione per possibili riduzioni di risorse per le Procure e le forze dell'ordine.

Le dichiarazioni del Procuratore evidenziano la necessità di mantenere un'efficace capacità operativa contro il crimine. La situazione a Bari rimane sotto stretta osservazione.

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