L'arcivescovo di Bari, Giuseppe Satriano, ha inviato un messaggio potente alla vigilia dei festeggiamenti di San Nicola, dichiarando che la città non appartiene ai criminali. Ha sottolineato l'importanza dell'antimafia come responsabilità collettiva e ha esortato i giovani a non farsi corrompere.
Un monito contro la criminalità organizzata
Monsignor Giuseppe Satriano, arcivescovo di Bari-Bitonto, ha pronunciato parole decise contro la criminalità. Il suo messaggio, diffuso in occasione della festa di San Nicola, patrono della città, è un chiaro avvertimento. «Ai criminali diciamo con fermezza: Bari non vi appartiene», ha affermato con forza.
La città, secondo l'arcivescovo, appartiene a coloro che la amano e si riconoscono in San Nicola. L'obiettivo è una Bari libera, aperta alla solidarietà, alla speranza e alla pace. Non si vuole essere ostaggio di chi impone il controllo attraverso la paura, il silenzio e la rassegnazione.
Queste dichiarazioni giungono in un momento di crescente preoccupazione. Recentemente, si sono verificate sparatorie tra clan rivali, alimentando timori per la sicurezza durante le celebrazioni. Le misure di sicurezza sono state potenziate per garantire lo svolgimento sereno degli eventi.
Le forze dell'ordine hanno recentemente eseguito 14 misure cautelari. Queste riguardano gli omicidi di Raffaele Capriati, avvenuto nel 2024, e di Filippo Scavo, lo scorso 19 aprile. Questi eventi sottolineano la gravità della situazione criminale.
La guerra tra bande e il tessuto sociale
L'arcivescovo ha definito la guerra un «delirio». Non si riferisce solo ai conflitti armati che affliggono diverse parti del mondo. La sua critica si estende anche alla violenza tra bande dedite allo spaccio di droga. Questa guerra, fatta di intimidazioni, vendette e regolamenti di conti, avvelena il tessuto sociale con affari illeciti.
Una tale violenza semina vittime, spegne la fiducia e rende più fragile la speranza. Bari non può e non deve abituarsi a questa realtà. Non è possibile permettere che i quartieri vengano associati alla paura. Le strade, le piazze e i luoghi della vita quotidiana non devono trasformarsi in scenari di sopraffazione.
La mafia, come ben sappiamo, non si limita al colpo di pistola. Si manifesta anche attraverso il denaro che corrompe, il silenzio che copre, il favore che lega, la droga che arricchisce pochi e distrugge molti. La solitudine, inoltre, diventa un terreno fertile per il reclutamento di nuove leve criminali.
Non si vogliono più inaugurare monumenti in memoria di vittime innocenti. Questo è un punto fermo per l'arcivescovo e per la comunità che rappresenta.
L'appello alla responsabilità collettiva
Nel nome di San Nicola, Satriano sente il dovere di lanciare un monito e un appello alla città. La liberazione di Bari dalla morsa criminale non può essere delegata ad altri. L'antimafia è un compito che spetta a tutti i cittadini.
Un pensiero speciale è rivolto ai più giovani. L'arcivescovo li esorta a non consegnare la propria vita a chi vuole strumentalizzarla. Non devono lasciare che il loro cuore venga rubato. Sono nati per la libertà, per l'amicizia vera, per la bellezza e per l'amore.
Bari ha bisogno dei loro sogni puliti e del loro coraggio. L'arcivescovo ha citato come esempio positivo l'iniziativa dei giovani che hanno organizzato un presidio nella Città vecchia nei giorni scorsi. Questo dimostra che un cambiamento è possibile.
Celebrare San Nicola diventa, quindi, un invito alla conversione. Non si deve permettere che il male diventi la normalità. La festa del patrono deve essere un momento di riflessione e di impegno concreto per un futuro migliore.
Domande e Risposte
Perché l'arcivescovo ha parlato alla vigilia di San Nicola?
L'arcivescovo Giuseppe Satriano ha scelto la vigilia della festa di San Nicola per lanciare un messaggio forte alla città, in un momento segnato da recenti episodi di criminalità e da una crescente preoccupazione per la sicurezza. La festa del patrono è un'occasione sentita dalla comunità, rendendo il suo appello ancora più incisivo.
Cosa significa che "l'antimafia è compito di tutti"?
L'affermazione significa che la lotta alla criminalità organizzata non è responsabilità esclusiva delle forze dell'ordine o delle istituzioni. Richiede l'impegno attivo di ogni cittadino, attraverso la denuncia, la promozione di una cultura della legalità, il rifiuto della corruzione e il sostegno alle vittime. È un invito alla partecipazione civica per liberare la città dalla paura e dall'influenza mafiosa.