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Duemila olivicoltori hanno manifestato a Bari chiedendo lo stato di crisi per il settore. La protesta mira a ottenere aiuti concreti contro la concorrenza sleale e il crollo dei prezzi.

Olivicoltori in piazza a Bari per crisi settore

Un nutrito gruppo di duemila produttori del comparto olivicolo si è riunito nella piazza Prefettura di Bari. La manifestazione, iniziata dopo mesi di trattative, ha l'obiettivo di portare all'attenzione delle istituzioni la grave crisi che sta colpendo il settore. I partecipanti chiedono interventi urgenti per salvare l'olivicoltura nazionale.

La piazza, situata tra il Comune e il palazzo della Prefettura, è stata animata dalla presenza di trattori. Numerosi sono stati gli striscioni e i manifesti esposti, con messaggi chiari come «Subito lo stato di crisi per salvare l'olivicoltura». Un'altra richiesta fondamentale riguarda l'incremento dei controlli sugli scaffali dei supermercati. Si pretende maggiore attenzione per l'olio extravergine di oliva di produzione nazionale.

Richieste urgenti per il comparto olivicolo

Dal palco, Gennaro Sicolo, rappresentante della CIA Puglia, ha espresso con forza la necessità di agire senza ulteriori indugi. Ha evidenziato un lungo elenco di importazioni di olio extra UE. Questi prodotti entrano nel mercato a prezzi notevolmente inferiori e più competitivi rispetto a quelli locali. La situazione attuale vede i frantoi pugliesi in una fase di stallo. Si registrano tonnellate di olio invenduto.

La crisi in atto minaccia seriamente l'occupazione. Si stima che circa 30mila persone potrebbero perdere il proprio lavoro. La richiesta principale, come spiegato da Francesco Losito, portavoce di Orgoglio Olivicolo, è l'attivazione formale dello stato di crisi. Tale riconoscimento comporterebbe una serie di misure di sostegno significative. Tra queste, la sospensione dei contributi previdenziali e delle scadenze di mutui e cambiali agrarie. Sono attesi interventi concreti per aiutare i frantoi in difficoltà.

Crollo dei prezzi e futuro incerto per l'olio

L'immissione nel mercato dell'Unione Europea di olio proveniente da paesi extra UE ha causato un drastico abbassamento dei prezzi. L'olio pugliese, che a maggio veniva ancora venduto a 7 euro al chilogrammo, oggi viene «svenduto» a soli 4 euro. Questo dato è stato sottolineato con preoccupazione dai manifestanti. La disparità di prezzo rende impossibile per i produttori locali competere efficacemente sul mercato.

Nel corso della mattinata, una delegazione di olivicoltori ha avuto un incontro. Sono stati ricevuti dalla prefetta di Bari e dall'assessore regionale all'Agricoltura, Francesco Paolicelli. Il clima durante la manifestazione è stato descritto come molto teso. Gli agricoltori hanno ribadito la loro determinazione a non fare passi indietro rispetto alle loro richieste. Hanno avvertito che, in assenza di risposte immediate e soddisfacenti, la protesta potrebbe spostarsi direttamente nella capitale, Roma.