Politica

Referendum: Delmastro, sì per giudici liberi dalle correnti

16 marzo 2026, 18:46 2 min di lettura
Referendum: Delmastro, sì per giudici liberi dalle correnti Immagine da Wikimedia Commons Ascoli piceno
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Referendum: obiettivo indipendenza magistratura

Il sottosegretario alla Giustizia, Andrea Delmastro Delle Vedove, ha espresso un forte sostegno al referendum, definendolo un passo cruciale per garantire l'indipendenza dei magistrati. Secondo Delmastro, una volta approvata la riforma, i giudici potranno operare basandosi esclusivamente sulla loro professionalità e sul merito, liberandosi dall'influenza delle correnti interne.

Queste dichiarazioni sono state rilasciate a margine di una visita al carcere di Ascoli Piceno, dove il sottosegretario ha ribadito la sua posizione sulla consultazione referendaria. L'obiettivo dichiarato è quello di rafforzare l'autonomia della magistratura.

Riforma giustizia: contrastare fake news

Delmastro ha definito «una delle fake news più grandi» le preoccupazioni riguardo alla messa in discussione dell'indipendenza della magistratura a seguito della riforma. Ha sottolineato come l'articolo 104 della Costituzione, che tutela l'autonomia e l'indipendenza dei giudici, rimarrà invariato.

Il sottosegretario ha specificato che il testo della Costituzione, dopo la riforma, manterrà la sua formulazione originale in termini di parole e struttura. Questo per rassicurare sul fatto che i principi fondamentali dell'ordinamento giudiziario non saranno alterati.

Obiettivi della riforma: meno politica, più merito

La riforma mira a ridurre le interferenze tra il mondo politico e quello giudiziario, limitando al contempo il potere delle correnti interne. Il sorteggio dei membri laici del Consiglio Superiore della Magistratura, precedentemente nominati dalla politica, è visto come un modo per spezzare un legame ritenuto pericoloso.

Inoltre, il sorteggio dei membri togati è considerato uno strumento per contrastare il «potere cancerogeno delle correnti». Queste ultime sono accusate di aver favorito carriere basate sull'affiliazione piuttosto che sul reale merito professionale dei singoli magistrati.

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