Ascoli Piceno celebra il titolo di Città dei Giovani 2026 con un focus sulle politiche regionali. L'assessore Consoli presenta strategie per contrastare lo spopolamento giovanile, promuovere lavoro e formazione, e incentivare il rientro dei talenti.
Ascoli città dei giovani: sfide e opportunità
In occasione del riconoscimento di Ascoli Piceno come Città dei Giovani per il 2026, l'assessore regionale alle Politiche giovanili, Tiziano Consoli, ha analizzato la situazione demografica giovanile nelle Marche. L'obiettivo è invertire la tendenza allo spopolamento. La regione ha visto una significativa perdita di giovani negli ultimi 15 anni. Si parla di circa 155mila unità in meno.
Questo dato preoccupante è strettamente legato alla desertificazione dei borghi e alla bassa natalità. Nella sola provincia di Ascoli Piceno, tra il 2013 e il 2023, il numero di giovani tra i 18 e i 34 anni è diminuito di oltre 5mila. Il rapporto tra anziani e giovani è allarmante: per ogni 100 giovani ci sono 243 anziani. Questi numeri richiedono una profonda riflessione.
Politiche giovanili: protagonismo e speranza
L'assessore Consoli ha sottolineato come la politica debba necessariamente comprendere i bisogni reali delle nuove generazioni. È fondamentale costruire strumenti concreti che favoriscano l'occupazione e offrano prospettive di futuro. Per la prima volta, i giovani sono considerati protagonisti espliciti degli indirizzi regionali. Il presidente Acquaroli ritiene essenziale infondere speranza e futuro alle comunità attraverso le nuove generazioni.
La Regione Marche sta implementando diverse misure per raggiungere questi obiettivi. È stato varato un nuovo Patto per il lavoro con uno stanziamento di oltre 75 milioni di euro. Sono in arrivo bandi mirati alla stabilizzazione dei contratti nelle aziende. Si sta inoltre sostenendo attivamente le startup innovative. Importanti risorse sono destinate alla formazione professionale e agli Istituti Tecnici Superiori (ITS).
Formazione e lavoro: colmare il divario
Un aspetto cruciale evidenziato dall'assessore riguarda la necessità di colmare il divario tra domanda e offerta di lavoro. I centri per l'impiego dovranno migliorare l'efficacia nel ridurre il mismatching. Questo avverrà attraverso la digitalizzazione e l'adozione di strumenti in tempo reale. Attualmente, mancano figure professionali essenziali per il tessuto economico.
Si registrano carenze significative di professionisti come elettricisti, idraulici, meccanici e tecnici specializzati. La formazione professionale deve quindi orientarsi verso queste aree di fabbisogno. L'obiettivo è creare un collegamento più efficace tra il mondo della scuola e quello del lavoro. Questo aiuterà a formare professionisti qualificati per le esigenze del mercato.
Il ritorno dei talenti marchigiani
L'assessore Consoli ha anche affrontato il tema dei giovani marchigiani emigrati per motivi di lavoro. Uno studio recente indica che chi desidera tornare non cerca solo stipendi più alti. La priorità è data alle opportunità di crescita professionale. È quindi necessario formare una nuova classe dirigente. Bisogna accompagnare attivamente il ricambio generazionale all'interno delle imprese.
La Regione intende supportare i giovani che vogliono rientrare nelle Marche. Si punta a creare un ambiente favorevole allo sviluppo di carriera. Questo include anche il sostegno all'imprenditoria giovanile. L'idea è quella di rendere il territorio attrattivo non solo per chi è nato qui, ma anche per nuovi talenti.
Un futuro presente per i giovani
In conclusione, Tiziano Consoli ha affermato che il futuro dei giovani non è un concetto da rimandare a domani, ma una realtà da costruire adesso. La Regione Marche si impegna a costruire un percorso di protagonismo reale per i giovani. Questo percorso è fondamentale per lo sviluppo del territorio marchigiano. L'intento è creare un futuro sostenibile e prospero per le nuove generazioni.
La collaborazione tra istituzioni, imprese e giovani è la chiave per affrontare le sfide demografiche ed economiche. Ascoli Piceno, come Città dei Giovani, diventa un simbolo di questo impegno. Le politiche attuate mirano a rendere le Marche una terra di opportunità concrete per tutti.