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Un nuovo accordo ad Ascoli unisce enti per migliorare il monitoraggio della ricostruzione post-sisma. L'obiettivo è integrare dati e prevenire infiltrazioni illecite.

Rafforzare la collaborazione tra enti

È stato firmato un importante protocollo d'intesa. L'accordo unisce la Struttura commissariale per il sisma 2016. Coinvolte anche la Struttura di missione antimafia del ministero dell'Interno. La Regione Marche partecipa attivamente all'intesa.

L'obiettivo primario è potenziare la cooperazione tra le istituzioni. Si punta all'integrazione delle banche dati esistenti. Verranno unificati anche i sistemi informativi in uso. Questo riguarda in particolare la piattaforma digitale Ge.Di.Si.

Ge.Di.Si. è uno strumento fondamentale. Viene impiegato per il monitoraggio degli interventi di ricostruzione. Questi riguardano sia il settore pubblico che quello privato. L'intesa mira a rendere più efficace questo controllo.

Prevenzione infiltrazioni e sicurezza sul lavoro

Il protocollo stabilisce obiettivi specifici e concreti. Uno di questi è il controllo dei flussi di manodopera. Si verificherà la regolarità delle imprese operanti. L'intesa mira a prevenire infiltrazioni di tipo mafioso. Un altro punto cruciale è il rafforzamento della sicurezza sul lavoro.

Il prefetto Paolo Canaparo, direttore della Struttura per la prevenzione antimafia, ha fornito dati significativi. «Nel corso dell'ultimo triennio sono state adottate 120 interdittive antimafia», ha dichiarato. Questo dato evidenzia l'attenzione e la capacità di controllo del territorio. Le forze di polizia hanno dimostrato grande efficacia. Il prefetto è stato accolto dal sindaco di Ascoli, Marco Fioravanti.

Canaparo ha sottolineato l'importanza delle aziende sane. «La maggior parte delle aziende opera in modo sano e sicuro», ha affermato. Questo è un elemento fondamentale. Serve ad attrarre investimenti e a garantire fiducia. La regolarità è la base per lo sviluppo.

Strumenti per la legalità e la rinascita

Sono stati effettuati anche importanti accessi ispettivi. «105 interventi nel triennio», ha aggiunto Canaparo. Questi interventi sono strumenti essenziali. Permettono di individuare irregolarità sul campo. Affermano la presenza dello Stato sul territorio. Tutelano i lavoratori più vulnerabili in modo concreto.

Il commissario alla ricostruzione, Guido Castelli, ha evidenziato il ruolo della digitalizzazione. «Questo sistema di digitalizzazione dei processi punta a creare un modello operativo virtuoso», ha spiegato. L'obiettivo è assicurare la gestione corretta degli investimenti pubblici. Ogni euro deve essere impiegato nel rispetto delle norme vigenti.

Castelli ha delineato la visione a lungo termine. «L'obiettivo finale non è solo il ripristino materiale dei borghi», ha aggiunto. Si punta anche alla rinascita sociale. Questa deve fondarsi sulla dignità del lavoro. La tutela dei cittadini è al centro del progetto.

Il presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli, ha concluso il suo intervento. «Oltre al rispetto delle norme, l'obiettivo è garantire una forma di giustizia sociale», ha affermato. Questa giustizia sociale protegge le imprese oneste. Le difende dalla concorrenza sleale di soggetti illeciti. La legalità crea un mercato più equo.

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