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Il rapper Andrea Arrigoni, noto come Shiva, è stato condannato a 3 anni e 6 mesi per una rissa avvenuta a San Benedetto del Tronto. Altri tre amici hanno ricevuto pene simili. Due residenti locali sono stati rinviati a giudizio.

Rapper Shiva condannato per rissa

Il tribunale di Ascoli Piceno ha emesso una sentenza di condanna nei confronti del rapper Andrea Arrigoni, conosciuto artisticamente come Shiva. L'artista, di 26 anni, è stato giudicato colpevole per la sua partecipazione a una rissa. L'episodio si è verificato a San Benedetto del Tronto il 30 agosto 2023.

La pena inflitta ad Arrigoni è di 3 anni e sei mesi di reclusione. La decisione è arrivata a seguito di un processo con rito abbreviato. Il giudice ha valutato le prove presentate dall'accusa e dalla difesa.

Condanne per amici e provvisionale

Insieme a Shiva, sono stati condannati anche tre suoi amici. Boris Bentil, Patrick Raimo e Simone Dannis Alvaro Recrosio dovranno scontare una pena di 3 anni e 2 mesi. La parte civile, rappresentata dall'avvocato Alessandro Angelozzi, ha ottenuto una provvisionale. Le è stata assegnata una somma di 5mila euro.

Questa somma rappresenta un risarcimento parziale in attesa di definire l'ammontare totale. La sentenza riconosce un primo ristoro per i danni subiti dalle parti offese. La difesa degli amici di Shiva ha espresso soddisfazione per alcuni aspetti della decisione.

Fratelli sambenedettesi rinviati a giudizio

Il procedimento giudiziario coinvolge anche due residenti di San Benedetto del Tronto. I fratelli Federico e Pierpaolo Sciocchetti sono stati rinviati a giudizio. La loro difesa è affidata all'avvocato Maurizio Cacaci. I due non hanno optato per riti alternativi, scegliendo il dibattimento ordinario.

La loro posizione sarà quindi valutata in un processo separato. L'accusa nei loro confronti è legata alla rissa che ha visto coinvolti anche il rapper e i suoi amici. La loro eventuale colpevolezza sarà accertata nelle prossime fasi processuali.

Dichiarazioni della difesa

L'avvocato Niccolò Vecchioni, legale di Andrea Arrigoni, ha commentato la sentenza. «Esprimiamo soddisfazione per la sentenza nei confronti di Andrea Arrigoni», ha dichiarato. Ha sottolineato che la corte ha escluso l'ipotesi di rapina aggravata. «Restituendo ai fatti la loro corretta dimensione penalistica», ha aggiunto il legale.

Vecchioni ha parlato anche a nome dell'avvocata Tatiana Benelli, che difende gli amici del rapper. La difesa ritiene che la sentenza abbia ridimensionato la gravità di alcuni capi d'accusa. La loro interpretazione è che i fatti siano stati correttamente inquadrati dal punto di vista legale.

La dinamica della rissa

Secondo quanto ricostruito dall'accusa, la rissa sarebbe scaturita da un alterco verbale. Lo scontro è avvenuto in Piazza della Verdura. Le parti contrapposte erano il gruppo proveniente da Milano, di cui faceva parte Shiva, e uno dei fratelli sambenedettesi. Quest'ultimo avrebbe poi richiesto supporto.

Successivamente, i residenti locali sarebbero tornati sul luogo dell'incidente. Avrebbero invitato Shiva e i suoi amici a scendere da un balcone. L'intento dichiarato era quello di risolvere la questione. Tuttavia, la situazione è degenerata in violenza fisica.

Ferimenti e accuse

I sambenedettesi sarebbero stati quelli a subire le conseguenze fisiche più gravi. L'impianto accusatorio, sostenuto dal pm Saramaria Cuccodrillo, riporta che Shiva e i suoi complici abbiano colpito gli avversari. Gli aggressori avrebbero usato pugni, una cintura e un coltello. Arrigoni rispondeva anche di porto abusivo di arma da taglio e lesioni aggravate.

Uno dei feriti ha testimoniato di aver visto il rapper con le mani sporche di sangue. Questo elemento ha rafforzato l'accusa di lesioni. La presenza del coltello ha comportato anche l'accusa di porto abusivo di arma.

Assoluzione da rapina aggravata

A Shiva e ai suoi amici era contestato anche il concorso nella rapina aggravata. L'accusa riguardava lo sfilamento di uno zaino. Lo zaino conteneva denaro e oggetti personali di uno dei due fratelli sambenedettesi. Su questo specifico capo d'accusa, il rapper e i suoi amici sono stati assolti.

La corte ha ritenuto non provata la rapina aggravata. Nei mesi successivi ai fatti, Shiva ha inviato una lettera di scuse. Ha inoltre provveduto a risarcire le parti offese. Questi gesti potrebbero aver influenzato la decisione del giudice.

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