Il Movimento 5 Stelle delle Marche critica la nuova legge che esclude 29 comuni montani dalla classificazione. Si temono gravi conseguenze per scuole, agricoltura e sicurezza del territorio.
Critiche alla legge sui comuni montani
Il senatore Roberto Cataldi e la consigliera regionale Marta Ruggeri, esponenti del Movimento 5 Stelle, hanno espresso forte disappunto. La loro critica si concentra sulla recente legge che classifica i comuni montani. Questa normativa, secondo loro, rappresenta un duro colpo per le aree interne della regione. I 29 Comuni marchigiani esclusi dalla nuova classificazione stanno protestando vivacemente.
Le conseguenze di questa esclusione sono percepite come immediate e significative. Si paventa un rischio concreto per le scuole. La perdita delle deroghe per le classi nei piccoli plessi scolastici è una delle preoccupazioni principali. Anche il settore agricolo subirà un duro colpo. L'esclusione dai bandi Isi Inail 2025 penalizzerà il rinnovo dei macchinari agricoli. Potrebbero esserci anche tagli ai fondi Fosmit e agli incentivi per la sicurezza del territorio.
Proposte M5S bocciate dalla maggioranza
Il Movimento 5 Stelle aveva cercato di mitigare gli effetti della legge. Avevano proposto specifici emendamenti al testo. Questi emendamenti miravano a integrare i parametri geomorfologici con indicatori socioeconomici. L'obiettivo era fornire un quadro più completo e giusto. Tuttavia, queste proposte sono state respinte dalla maggioranza che governa la regione. La differenza con altre regioni è marcata. Mentre le Marche perdono 29 comuni da questa classificazione, il Piemonte ne guadagna 49 e la Lombardia ben 17. Questo dato evidenzia una disparità di trattamento.
Per portare avanti la battaglia, Cataldi ha presentato un'interrogazione al Senato. Parteciperà inoltre alla protesta organizzata dai sindaci a Roma. Ruggeri ha invece depositato un'interrogazione specifica in Regione. L'obiettivo è ottenere chiarimenti e cercare soluzioni.
Accuse alla giunta regionale
La giunta regionale è finita nel mirino delle critiche. Marta Ruggeri ha accusato il presidente della Regione, Acquaroli. Secondo la consigliera, Acquaroli avrebbe dato parere favorevole al nuovo elenco per mera fedeltà di partito. Viene citato l'esempio del presidente di Anci Marche e sindaco di Ascoli, Marco Fioravanti. Quest'ultimo avrebbe prima agito al TAR per difendere il suo comune. Successivamente, dopo le polemiche interne al centrodestra, avrebbe fatto modificare la delibera sul ricorso.
Questo comportamento solleva dubbi sulla reale volontà di tutelare gli interessi dei comuni montani. Le decisioni sembrano più legate a logiche di partito che a un reale supporto alle aree interne. La situazione richiede un'attenta valutazione delle priorità politiche regionali.
Appello per un cambio di rotta
Cataldi e Ruggeri lanciano un appello accorato. Chiedono al governo di riconsiderare la propria posizione. Sollecitano la giunta regionale a passare dai semplici proclami ai fatti concreti. Non è possibile celebrare successi a Roma mentre nelle Marche si rischia la chiusura delle scuole. Non si possono tagliare le gambe all'agricoltura locale. La loro richiesta è chiara: un impegno reale per sostenere le aree interne.
La loro battaglia mira a garantire un futuro sostenibile per i piccoli comuni. La salvaguardia dei servizi essenziali e il supporto alle attività economiche locali sono fondamentali. Le decisioni politiche devono riflettere queste priorità. La difesa delle aree interne richiede azioni concrete e non solo dichiarazioni di intenti.