Condividi

Il mercato del lavoro nelle Marche mostra stabilità nel primo trimestre 2026, ma con un preoccupante calo dell'occupazione femminile. L'industria traina la crescita, mentre aumentano gli inattivi.

Stabilità occupazionale con differenze di genere

Nei primi tre mesi del 2026, le Marche registrano una sostanziale stabilità nell'occupazione. Il numero totale di lavoratori si attesta a 645.637 unità. Questo dato segna una lieve flessione dello 0,1% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. L'andamento regionale si allinea con le medie nazionali e del centro Italia. Il tasso di occupazione complessivo raggiunge il 67,2%, con un incremento dello 0,4%.

Si osserva un aumento dei lavoratori dipendenti, con un incremento di 18.163 unità, pari al 3,7%. Al contrario, i lavoratori autonomi subiscono una contrazione significativa, perdendo 18.676 posizioni, un calo del 12,3%. Questa dinamica evidenzia un cambiamento nella composizione della forza lavoro regionale.

Calo occupazione femminile e divario di genere

Un dato allarmante emerge analizzando le statistiche per genere. Le donne occupate registrano una diminuzione di 3.718 unità, corrispondente a un calo dell'1,3%. Parallelamente, la componente maschile vede un aumento di 3.205 occupati, con una crescita dello 0,9%. Questo divario aggrava la situazione femminile nel mercato del lavoro.

Il tasso di occupazione femminile rispetto a quello maschile si riduce ulteriormente. Il gap raggiunge i 13,8 punti percentuali, penalizzando in modo evidente le donne. La difficoltà di accesso e mantenimento del lavoro per le lavoratrici è una criticità persistente.

Industria traina, agricoltura in sofferenza

Il settore industriale si conferma il motore della crescita occupazionale nelle Marche. Si registra un aumento di 14.797 occupati nel comparto industriale, con un incremento dell'8,1%. Questo dato positivo contribuisce a compensare le perdite in altri settori.

Al contrario, l'agricoltura mostra la tendenza negativa più marcata in termini relativi. Si assiste a un calo dell'11,3% delle occupazioni in questo settore. Le persone in cerca di lavoro diminuiscono significativamente, attestandosi a 25.231 unità. Si tratta di una riduzione di 9.458 unità, pari al 27,3% in meno rispetto al trimestre precedente. Questo calo è in linea con l'andamento nazionale.

Aumento degli inattivi, soprattutto donne

Il tasso di disoccupazione scende al 3,8%. La diminuzione dei disoccupati è più accentuata tra gli uomini, con un calo del 40%. Tuttavia, si registra un aumento degli inattivi nella fascia d'età 15-64 anni. Le persone inattive salgono a 275mila, con un incremento di 4.760 unità, pari al 1,8%. Il tasso di inattività raggiunge il 30,1%.

L'incremento degli inattivi è principalmente dovuto alla componente delle forze di lavoro potenziali, ovvero coloro che sono più vicini al mercato del lavoro. Diminuiscono invece coloro che non cercano e non sono disponibili a lavorare. Questo aumento riguarda quasi esclusivamente le donne, con un incremento di 4.739 unità, pari al 3%.

Appello per interventi mirati

Eleonora Fontana, segretaria della Cgil Marche, sottolinea la gravità della situazione per l'occupazione femminile. «Le dinamiche del mercato del lavoro regionale continuano a penalizzare l'occupazione femminile», afferma. «Le donne non solo fanno più fatica ad entrare nel mercato del lavoro, ma sono quelle che pagano, da subito, il peso delle crisi legate alle profonde trasformazioni che stiamo vivendo».

La sindacalista invoca «interventi di regolazione del mercato del lavoro regionale e il rafforzamento del sistema del welfare». Queste misure sono considerate fondamentali per affrontare le criticità emerse e promuovere una maggiore equità.