Il settore calzaturiero delle Marche registra un calo del 9,9% nelle esportazioni nei primi sei mesi del 2026. L'associazione di categoria Assocalzaturifici evidenzia sfide globali e tensioni geopolitiche.
Calo export calzature nelle Marche
Nei primi sei mesi del 2026, le Marche hanno visto un calo del 9,9% nelle esportazioni di calzature. Il valore totale si è attestato a 540,3 milioni di euro. Questo dato si confronta con lo stesso periodo dell'anno precedente. A livello nazionale, il settore ha registrato un fatturato in flessione del 2,3%. L'export italiano, nei primi cinque mesi, è diminuito del 2,4%. Tuttavia, il saldo commerciale nazionale è migliorato del 9,6%. Queste informazioni provengono dai dati diffusi da Assocalzaturifici.
Destinazioni e mercati in sofferenza
Le principali destinazioni per l'export marchigiano sono Francia, Germania, USA, Cina e Paesi Bassi. Queste cinque aree assorbono il 48,1% delle esportazioni totali. La Francia ha mostrato una crescita del 4,3%. Al contrario, la Germania ha registrato un calo del 3,8%. Gli USA hanno visto una diminuzione dell'8,6%. La Cina ha subito una flessione del 19,7%. I Paesi Bassi hanno registrato un calo del 10,7%.
Particolarmente preoccupante è il dato relativo al Medio Oriente, con un calo delle esportazioni del 33,8%. Anche la Russia ha visto una diminuzione significativa, pari al 43,5%. Questi dati riflettono un quadro internazionale complesso per il settore.
Imprese e occupazione nel settore
Il numero di imprese attive nel settore calzaturiero e nella produzione di parti per calzature ha subito una contrazione. Le stime del Centro Studi Confindustria Accessori Moda indicano una perdita di 73 aziende. Questo dato include sia il settore industriale che quello artigianale. La diminuzione delle imprese è accompagnata da una riduzione dell'occupazione. Si è registrato un saldo negativo di 1356 addetti rispetto a dicembre precedente.
Sul fronte del lavoro, le ore di cassa integrazione autorizzate per la filiera della pelle sono diminuite. La flessione è stata del 20,5%, con un totale di 2,4 milioni di ore. Questo dato suggerisce una parziale stabilizzazione o una riorganizzazione delle risorse umane nel settore.
Le dichiarazioni di Assocalzaturifici
Assocalzaturifici sottolinea come lo scenario globale sia ancora instabile. Gli eventi internazionali continuano a creare incertezza. Nonostante ciò, il settore calzaturiero italiano mantiene una forte presenza sui mercati esteri. La presidente Giovanna Ceolini commenta la congiuntura economica complessa. Questa situazione è una continuazione di quella del 2025. Il settore calzaturiero italiano dimostra comunque un buon posizionamento manifatturiero. Le imprese mostrano capacità di adattamento e una forte vocazione internazionale.
Le aziende stanno affrontando con determinazione le sfide. Queste includono tensioni geopolitiche, un rallentamento della domanda e l'aumento dei costi. La resilienza delle imprese marchigiane e italiane è messa alla prova in questo contesto.
Domande e Risposte
Perché l'export calzaturiero delle Marche è diminuito?
L'export calzaturiero delle Marche è diminuito a causa di un complesso scenario globale, caratterizzato da instabilità internazionale, tensioni geopolitiche, rallentamento della domanda e aumento dei costi. Mercati chiave come la Cina e il Medio Oriente hanno registrato cali significativi.
Quali sono le prospettive per il settore calzaturiero italiano secondo Assocalzaturifici?
Secondo Assocalzaturifici, il settore calzaturiero italiano continua a dimostrare capacità di adattamento e una forte vocazione internazionale, mantenendo un buon posizionamento manifatturiero nonostante la congiuntura economica complessa. Le imprese reagiscono con determinazione alle sfide globali.