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Un ex funzionario regionale delle Marche è stato arrestato nell'ambito di un'indagine sulla ricostruzione post-terremoto. La sua difesa contesta le accuse e chiede la revoca della misura cautelare, sostenendo che le dimissioni dall'incarico eliminano il rischio di inquinamento probatorio.

Arresto ex capo gabinetto Regione Marche

Fabio Pistarelli, ex capo di gabinetto del presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli, si trova agli arresti. L'accusa riguarda la corruzione. L'indagine si concentra sulla ricostruzione post-sisma. Pistarelli respinge ogni addebito. La sua difesa sta valutando un ricorso al Tribunale del Riesame. L'obiettivo è ottenere la revoca della custodia cautelare.

Queste informazioni emergono da un colloquio avvenuto nel carcere di Montacuto. L'incontro si è svolto tra Pistarelli e il suo legale, l'avvocato Gabriele Cofanelli. Il difensore ha riferito di aver trovato il suo assistito «meglio». I due hanno iniziato a esaminare l'ordinanza di custodia cautelare. Il documento supera le 800 pagine. Questo studio è fondamentale in vista dell'interrogatorio fissato per lunedì 26 ottobre. L'appuntamento è previsto alle ore 10, sempre nel carcere di Montacuto.

Indagine vasta su ricostruzione post-sisma

L'inchiesta che ha portato all'arresto di Pistarelli è di vasta portata. Ha comportato in totale otto arresti. Sono inoltre 51 le persone indagate. Sono state condotte perquisizioni in sette diverse regioni italiane. L'indagine mira a far luce su presunte irregolarità nella gestione dei fondi destinati alla ricostruzione dopo il sisma. Le autorità stanno esaminando attentamente ogni aspetto della vicenda.

La difesa di Pistarelli non esclude di adire il Tribunale del Riesame. «Lo stiamo valutando», ha dichiarato l'avvocato Cofanelli. Uno degli argomenti chiave che la difesa intende presentare riguarda le dimissioni di Pistarelli. L'ex capo di gabinetto ha lasciato il suo incarico un anno fa. Secondo il difensore, questa circostanza farebbe venire meno il rischio di inquinamento delle prove. «È un tema che merita di essere approfondito», ha sottolineato Cofanelli.

Rischio inquinamento prove e dimissioni

La questione delle dimissioni di Fabio Pistarelli assume un ruolo centrale nella strategia difensiva. L'avvocato Gabriele Cofanelli ritiene che l'allontanamento volontario dall'incarico sia un elemento significativo. Questo fatto, a suo dire, dovrebbe escludere la possibilità che Pistarelli possa ancora interferire con le indagini o alterare le prove. La difesa punta a dimostrare l'assenza di un attuale pericolo concreto.

L'ordinanza cautelare, con le sue oltre 800 pagine, è oggetto di un'analisi meticolosa. L'interrogatorio di lunedì sarà un momento cruciale. Pistarelli avrà modo di fornire la sua versione dei fatti. La sua difesa si prepara a contestare le accuse. La valutazione di un ricorso al Riesame indica la determinazione a ottenere la scarcerazione. La complessità dell'indagine, che coinvolge numerose persone e regioni, rende il caso particolarmente delicato.

Contesto dell'inchiesta e prossimi passi

L'inchiesta sulla ricostruzione post-sisma nelle Marche si preannuncia lunga e complessa. Le otto persone arrestate e i 51 indagati rappresentano un quadro ampio di presunte responsabilità. Le perquisizioni in sette regioni confermano la natura estesa delle attività sotto esame. La posizione di Fabio Pistarelli, data la sua precedente carica, è di particolare rilievo. Le sue dimissioni, avvenute un anno fa, vengono ora presentate come un elemento a suo favore.

La difesa si concentrerà sull'argomento del venir meno del rischio di inquinamento probatorio. La richiesta di revoca della custodia cautelare si basa su questa premessa. Il Tribunale del Riesame avrà il compito di valutare la fondatezza di tali argomentazioni. L'esito dell'interrogatorio di lunedì e le decisioni del Riesame saranno determinanti per gli sviluppi futuri dell'inchiesta. Le autorità giudiziarie continueranno a raccogliere elementi per chiarire la vicenda.