Cittadini protestano ad Ancona contro un impianto di trattamento rifiuti a Jesi, in attesa della decisione del Tar Marche sul ricorso di Edison.
Manifestazione ad Ancona contro impianto rifiuti
Una cinquantina di persone si sono radunate questa mattina ad Ancona. L'appuntamento era davanti al teatro delle Muse. La protesta si è svolta vicino al Tribunale amministrativo regionale (Tar) delle Marche. I partecipanti appartengono all'assemblea permanente "Stop Edison".
L'obiettivo del presidio è ribadire il loro netto rifiuto. Si oppongono al progetto di un impianto per il trattamento dei rifiuti. Questo dovrebbe sorgere nella zona industriale di Jesi, in provincia di Ancona. I cittadini temono gravi conseguenze. Le loro preoccupazioni riguardano l'ambiente e la salute pubblica. Queste ripercussioni potrebbero verificarsi se l'impianto venisse realizzato.
Sui cartelli esposti si leggevano slogan come "Fermare l'impianto, liberare la città". Altri recitavano "Il profitto uccide la salute". I manifestanti hanno tenuto i cartelli ben visibili.
Decisione attesa sul ricorso di Edison
Oggi il tribunale è chiamato a pronunciarsi. La decisione riguarda il ricorso presentato dall'azienda Edison. Questo ricorso è stato avanzato dopo il parere negativo della conferenza dei servizi. Non è certo che la sentenza venga emessa nella giornata odierna. I referenti dell'assemblea "Stop Edison" hanno espresso il loro sentire.
Hanno dichiarato: "Noi ci crediamo, siamo ottimisti, ma determinati a portare avanti la nostra battaglia". Questo sottolinea la loro ferma volontà di proseguire nella loro azione. La speranza è che la giustizia accolga le loro ragioni.
La mobilitazione continua contro il progetto
Paolo Gubbi, portavoce dell'assemblea permanente "Stop Edison", ha rilasciato dichiarazioni all'ANSA. Ha affermato: "Non abbiamo mai abbassato la guardia". Ha poi aggiunto: "Continua il nostro percorso contro il progetto".
Ha evidenziato come la mobilitazione popolare abbia avuto successo. Ha ricordato che "ha portato anche alla Conferenza dei servizi a dire 'no' al progetto". Gubbi si è detto fiducioso. Spera che "anche oggi si continui a dire 'no'". Ha motivato questa speranza affermando che "ci sono tutti gli elementi per farlo".
Ha concluso sottolineando l'ampio sostegno ottenuto. La mobilitazione "ha portato tutte le istituzioni a farlo". Tra queste, ha menzionato "anche lo stesso Comune di Jesi". Questo dimostra un fronte unito contro la realizzazione dell'impianto.
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