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Le esportazioni marchigiane nel primo semestre 2026 hanno registrato un notevole incremento del 9,2%, superando la media nazionale. I settori della nautica e della meccanica si confermano i principali motori di questa crescita, con gli Stati Uniti che emergono come mercato di sbocco primario.

Crescita export marchigiano nel primo semestre 2026

Nel periodo gennaio-giugno 2026, le esportazioni provenienti dalla regione Marche hanno superato la soglia dei 7,6 miliardi di euro. Questo risultato rappresenta un incremento del 9,2% rispetto all'anno precedente. I dati Istat posizionano le Marche al quinto posto tra le regioni italiane per crescita tendenziale delle esportazioni. La performance regionale si distingue nettamente dalla media nazionale, che ha registrato una flessione del 4,5% nello stesso periodo. La Camera di Commercio delle Marche ha evidenziato questa dinamica positiva.

La crescita delle Marche è stata superiore a quella di altre regioni italiane. Tra queste, la Basilicata ha segnato un +29,5%, la Toscana un +23,8%, la Puglia un +15,2% e la Sardegna un +11,6%. Questi dati confermano la vitalità del sistema produttivo marchigiano.

I settori trainanti dell'economia marchigiana

Il comparto dei mezzi di trasporto ha contribuito in modo significativo alla performance regionale. Questo settore ha generato 1.267,2 milioni di euro, con un aumento del 72,5%. In particolare, la produzione di navi e imbarcazioni ha registrato un incremento dell'84%, raggiungendo 1.132,4 milioni di euro. La meccanica ha mostrato anch'essa risultati positivi. I macchinari e apparecchi hanno prodotto 995 milioni di euro (+13,8%). I metalli di base e i prodotti in metallo hanno generato 979,2 milioni di euro (+7,5%).

Altri settori in crescita includono i prodotti alimentari, bevande e tabacco, con 250,5 milioni di euro (+8,7%). Il comparto legno, prodotti in legno, carta e stampa ha raggiunto 240,2 milioni di euro (+14,1%). Computer, apparecchi elettronici e ottici hanno contribuito con 200,4 milioni di euro (+17,1%). Infine, i prodotti agricoli, di silvicoltura e pesca hanno visto un aumento del 32,9%, per un totale di 90,7 milioni di euro.

Comparti in flessione e analisi provinciale

Non tutti i settori hanno registrato un andamento positivo. Il tessile, l'abbigliamento, le pelli e gli accessori hanno subito una flessione, generando 976,5 milioni di euro (-7,1%). Le apparecchiature elettriche hanno visto un calo del 7,4%, con 616,6 milioni di euro. Gli articoli in gomma e materie plastiche, insieme ad altri prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi, hanno prodotto 372,1 milioni di euro (-7,7%).

Altri settori in contrazione includono i prodotti di altre attività manifatturiere (430,9 milioni; -4,3%) e le sostanze e prodotti chimici (258,3 milioni di euro; -6,1%). A livello provinciale, Ancona ha registrato la crescita più elevata con 3.178 milioni di euro (+27,3%). Anche Pesaro e Urbino ha mostrato un aumento, raggiungendo 1.780,5 milioni di euro (+6,4%).

Le province di Ascoli Piceno (1.231,6 milioni; -4,1%), Macerata (955 milioni; -5,8%) e Fermo (516,9 milioni; -5,8%) hanno invece registrato un calo nelle esportazioni.

Mercati di sbocco: gli Stati Uniti in testa

Sebbene i paesi dell'Unione Europea rimangano la principale destinazione per l'export marchigiano, gli Stati Uniti si posizionano al primo posto tra i mercati di sbocco. Hanno generato 913,8 milioni di euro, con un impressionante aumento del 92,6%. Seguono la Francia con 799,0 milioni di euro (+12,8%) e la Germania con 753,1 milioni di euro (-0,3%).

La Svizzera ha contribuito con 661,9 milioni di euro (+10,3%). Il Belgio ha registrato 425,2 milioni di euro, con una flessione del 7,5%. Questi dati evidenziano una diversificazione degli sbocchi commerciali, con un ruolo sempre più importante per il mercato nordamericano.

Dichiarazioni e prospettive future

Gino Sabatini, presidente della Camera di Commercio delle Marche, ha commentato i risultati: «I dati del primo semestre confermano la dinamicità del sistema produttivo marchigiano». Ha aggiunto che la regione «cresce a un ritmo doppio rispetto alla media nazionale». Sabatini ha sottolineato la capacità delle imprese marchigiane di intercettare la domanda internazionale ad alto valore aggiunto. Il boom del mercato statunitense, in gran parte legato alla nautica, dimostra l'importanza di diversificare gli sbocchi commerciali.

Tuttavia, Sabatini ha evidenziato le criticità persistenti in alcuni settori tradizionali. Tra questi figurano il calzaturiero, il tessile-abbigliamento e il settore mobile arredo. Ha concluso affermando che «la ripresa non è uniforme». Il sistema camerale continuerà a sostenere i settori manifatturieri legati al 'made in Marche' e i territori più esposti alla competizione internazionale.

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