Le esportazioni marchigiane hanno registrato un notevole incremento del 15,5% nel primo trimestre del 2026, superando la media nazionale. La crescita è trainata principalmente dal settore navale e nautico, con segnali positivi anche per alimentare e meccanica.
Crescita significativa dell'export manifatturiero
Le vendite all'estero delle Marche hanno mostrato un'accelerazione nel primo trimestre del 2026. Si è registrato un aumento del 15,5% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Questo si traduce in un incremento di 482,4 milioni di euro. I dati provengono dall'Istituto Nazionale di Statistica (Istat).
A trainare questa espansione sono state soprattutto le vendite di navi e imbarcazioni. Anche altri settori chiave come i prodotti alimentari e la meccanica hanno contribuito positivamente. L'assessore regionale allo Sviluppo Economico, Giacomo Bugaro, ha definito il dato «un segnale positivo».
«Una crescita del 15,5% ci colloca tra le regioni più dinamiche del Paese», ha dichiarato Bugaro. La performance marchigiana si posiziona infatti «al di sopra della media nazionale». Le Marche si inseriscono così tra le prime cinque regioni per incremento delle vendite all'estero. Altre regioni in crescita sono state Toscana, Abruzzo, Liguria e Basilicata.
I settori trainanti e le nuove frontiere
L'assessore Bugaro ha sottolineato il forte dinamismo verso gli Stati Uniti. Le esportazioni verso questa destinazione hanno visto un incremento molto rilevante. Un ruolo cruciale è stato svolto da filiere industriali strategiche. Tra queste spiccano i mezzi di trasporto, con eccellenze regionali nella cantieristica e nella nautica.
Questi settori sono fortemente orientati all'export internazionale. Si stanno inoltre sviluppando nuove traiettorie di crescita. Tra queste, il settore aerospaziale vede le Marche impegnate con progetti innovativi. Questi sono emersi anche in contesti nazionali come il «Research to Innovate Italy» di Bologna.
Tra le performance migliori dei settori con maggiore concentrazione di micro e piccole imprese, si segnalano i prodotti tessili (+13,7%, pari a 2,8 milioni di euro). Segue il comparto delle altre manifatture (+12,4%, con 8,8 milioni di euro in più). Bene anche i prodotti alimentari (+8,2%, +7,9 milioni di euro) e i prodotti in metallo (+3,4%, +7,8 milioni di euro).
Le performance delle piccole imprese e le sfide
Le micro e piccole imprese, escludendo il settore moda, hanno registrato una crescita del 2,5%. Questo si traduce in 14,3 milioni di euro in più rispetto al primo trimestre del 2025. Questi risultati confermano la capacità delle imprese marchigiane di valorizzare qualità e innovazione.
Il comparto moda, tuttavia, continua a mostrare difficoltà. Si è registrata una diminuzione del 5,8%, pari a 33,5 milioni di euro in meno. Segni negativi sono emersi anche per il legno (-4,6%) e i mobili (-5,8%). Questi dati emergono dall'analisi di Cna e Confartigianato Marche.
Il segretario di Forza Italia Marche, Francesco Battistoni, ha commentato i dati sull'export. Li ha definiti una certificazione del «dinamismo, la solidità e la capacità competitiva del sistema economico regionale». L'aumento del 15,5% è «tra i migliori in Italia».
Battistoni ha evidenziato il ruolo delle imprese, dei lavoratori e della qualità del Made in Italy. Ha inoltre elogiato l'azione del Governo e del Ministro degli Esteri, Antonio Tajani. La diplomazia economica e le iniziative di promozione del Made in Italy rafforzano la presenza delle imprese sui mercati globali.