Condividi

La Clabo spa di Jesi ha avviato la procedura per licenziamenti collettivi, preoccupando i circa 145 dipendenti locali. I sindacati chiedono garanzie sulla continuità aziendale e un impatto sociale minimo, sollevando dubbi su un nuovo finanziamento.

Crisi aziendale nel settore vetrine espositive

La Clabo spa, azienda leader nella produzione di vetrine espositive professionali, ha comunicato l'avvio della procedura per licenziamenti collettivi. Questo provvedimento riguarda lo stabilimento di Jesi, in provincia di Ancona, dove lavorano circa 145 dipendenti. A livello globale, l'azienda impiega oltre 330 persone.

La notizia giunge in un momento già difficile per il territorio. Solo di recente, la Electrolux aveva annunciato la chiusura del suo stabilimento a Cerreto d'Esi, con 1.700 esuberi previsti in Italia. La situazione alla Clabo aggiunge ulteriore preoccupazione per il tessuto occupazionale locale.

Difficoltà finanziarie e piano industriale

La Clabo spa, quotata sul mercato Euronext Growth Milan, sta attraversando da tempo un periodo di difficoltà finanziarie. Già nel giugno dell'anno precedente, l'azienda aveva intrapreso la procedura di Composizione Negoziata della Crisi. Questo percorso è stato avviato con l'obiettivo di rilanciare il gruppo e deve ora giungere a una conclusione.

Nei giorni scorsi, la società aveva reso noti i bilanci approvati per gli anni 2024 e 2025. Erano stati inoltre siglati accordi per la riscadenziamento di debiti per un valore di circa 8,1 milioni di euro. Questi passaggi erano stati presentati come passi necessari per la stabilizzazione.

Il ruolo dei sindacati e le richieste

Le organizzazioni sindacali Feneal Uil Marche, Filca Cisl Marche e Fillea Cgil Ancona hanno espresso le loro preoccupazioni. Hanno ricordato gli sforzi compiuti dalle maestranze per garantire la continuità produttiva, nonostante un contesto complesso e difficoltà nell'approvvigionamento dei materiali.

I sindacati hanno lamentato una comunicazione tardiva da parte dell'azienda. Nonostante la loro costante presenza nel percorso di crisi, la notifica sull'apertura dei licenziamenti è arrivata solo recentemente. Hanno sottolineato come la proprietà avesse sempre dichiarato di non voler intaccare il personale, considerato un punto di forza.

Dubbi sul finanziamento e speranze per il futuro

Un elemento di forte criticità riguarda la gestione della liquidità. I sindacati hanno evidenziato come, nelle recenti relazioni, fosse stato annunciato un nuovo finanziamento di 10 milioni di euro destinato alla Clabo spa. Tuttavia, da notizie apparse sulla stampa, sembra che tale finanziamento sia invece indirizzato a una NewCo, una società di nuova costituzione.

Questo aspetto genera dubbi e incertezze sulle future operazioni aziendali. Le organizzazioni sindacali confidano che la trattativa in corso porti a maggiore trasparenza. Auspicano un percorso che minimizzi l'impatto sociale, garantisca la continuità aziendale e preservi la centralità del sito produttivo di Jesi.

Le sigle sindacali si dichiarano certe che tutti gli attori coinvolti abbiano a cuore il futuro dell'azienda. Sperano in un confronto aperto e responsabile per trovare gli equilibri necessari. Vigilanza sarà mantenuta per evitare ulteriori azioni aziendali che possano penalizzare i lavoratori.

Questa notizia riguarda anche: