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Ad Ancona nasce un importante centro regionale dedicato alle malattie rare. Utilizzando la medicina di precisione, la struttura mira a migliorare diagnosi e cure, integrandosi con una rete nazionale.

Nuovo centro per malattie rare ad Ancona

La regione Marche potenzia la lotta alle malattie rare. Viene istituito un nuovo centro regionale. Questo polo si focalizza sull'applicazione della medicina di precisione. L'iniziativa rientra nel progetto Fondazione Heal Italia. Heal Italia è il primo centro nazionale dedicato a questo campo. Il progetto è finanziato dal Pnrr NextGenerationEu. Il Ministero dell'Università e della Ricerca coordina le attività.

Cuore operativo del progetto marchigiano

Il centro di medicina di precisione-Heal Italia ha sede ad Ancona. Si trova presso il Dipartimento di scienze cliniche e molecolari. L'Università Politecnica delle Marche ospita la struttura. Il professor Gianluca Moroncini dirige il centro. È ordinario di Medicina interna. Dirige anche il Dipartimento e la Clinica medica dell'Azienda ospedaliero universitaria delle Marche. Il suo team sviluppa percorsi innovativi. Questi mirano alla prevenzione, diagnosi e cura delle malattie rare.

Sfide delle malattie rare e medicina di precisione

Le malattie rare rappresentano una sfida complessa. Il Servizio sanitario nazionale affronta diversi ostacoli. Spesso si verificano ritardi diagnostici significativi. La clinica di queste patologie è molto eterogenea. Esiste un elevato rischio di disabilità permanente. La medicina di precisione offre nuove prospettive. Supera i modelli di cura tradizionali. Utilizza strumenti avanzati per diagnosi precoci. Permette una migliore valutazione del rischio. Identifica trattamenti personalizzati. Questi si basano sulle caratteristiche uniche del paziente.

Competenze multidisciplinari e integrazione

Il centro marchigiano punta a sviluppare competenze ampie. Coinvolge diverse specialità della Medicina interna. Crea percorsi diagnostici e terapeutici su misura. La sua natura interdipartimentale è un punto di forza. Collabora con tutti i dodici dipartimenti dell'Università Politecnica delle Marche. Include aree ingegneristiche, scientifiche ed economiche. Integra ricerca biomedica e innovazione tecnologica. Valuta anche la sostenibilità dei modelli assistenziali.

Collaborazione con Marche Biobank

Una risorsa fondamentale è la collaborazione con Marche Biobank. È la prima biobanca della regione. Raccoglie e caratterizza campioni biologici. Questi provengono da pazienti affetti da malattie rare. La società consortile è no-profit. È stata fondata da tre università marchigiane. Queste sono l'Università Politecnica delle Marche, l'Università di Urbino e l'Università di Camerino. Collaborano anche imprese biotecnologiche: Diatheva, Diatech e Mivell. Da dicembre, Marche Biobank fa parte della rete nazionale Bbmri.it. Questo rafforza la ricerca e la collaborazione scientifica.

Collegamento con reti regionali e nazionali

Il centro si integra con il coordinamento regionale malattie rare. Questo fa capo all'Agenzia regionale sanitaria delle Marche. Si collega anche alla recente rete regionale per le patologie rare. La struttura funge da punto di accesso al sistema Heal Italia. Agisce come centrale di controllo. Per ogni caso clinico, attiva l'intero network nazionale della Fondazione. L'obiettivo è garantire un accesso equo. I pazienti riceveranno gli strumenti della medicina di precisione. Questo avverrà indipendentemente dal loro luogo di residenza.

Campagna di sensibilizzazione "Providentia"

Parallelamente alle attività scientifiche, è attiva una campagna. Si chiama "Providentia". È promossa da Fondazione Heal Italia. Mira a sensibilizzare cittadini e istituzioni. Il focus è sul ruolo della medicina di precisione. Laura Leonardis, direttore generale di Heal Italia, spiega il nome. «Providentia deriva dal latino 'vedere prima'», afferma. «Anticipare, predire e intervenire prima che la malattia si manifesti rappresentano la principale missione della Fondazione», aggiunge. «Dalla cura della malattia alla cura della salute, prima che la malattia inizi: è questa la rivoluzione culturale che vogliamo promuovere», sottolinea. «Con questa campagna vogliamo accendere i riflettori sull'importanza di avere fiducia nella ricerca, perché la ricerca è essa stessa cura», conclude.