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Ad Ancona gli affitti sono aumentati significativamente più degli stipendi negli ultimi sei anni. Un'indagine Cna evidenzia un divario preoccupante che impatta sul reddito dei cittadini.

Aumento affitti ad Ancona: un divario crescente

Ad Ancona, il costo medio per affittare un appartamento di 70 metri quadri ha raggiunto i 740 euro mensili. Questo dato contrasta nettamente con i 580 euro registrati nel 2019. In un arco temporale di sei anni, i canoni di locazione hanno subito un incremento del 27,6%. Nello stesso periodo, gli stipendi netti percepiti dai lavoratori hanno mostrato una crescita molto più contenuta, attestandosi al 9%. Di conseguenza, chi risiede e lavora nella città marchigiana destina ora il 37% del proprio reddito mensile unicamente al pagamento dell'affitto.

Questi dati emergono da un'approfondita indagine condotta dalla Cna. L'analisi ha esaminato i mercati delle locazioni in tutti i 109 capoluoghi di provincia italiani. La ricerca ha monitorato l'evoluzione dei canoni tra il 2019 e il 2025, confrontandola con la dinamica salariale. Ancona si posiziona al 20° posto nella classifica nazionale per l'incremento dei canoni di locazione. All'interno del Centro Italia, la città si colloca al quarto posto, preceduta solo da Firenze, Roma e Pisa. Il divario tra l'aumento degli affitti e quello delle retribuzioni raggiunge il 18,6%. Questo dato è superiore alla media nazionale, che si attesta al 15%, e al dato complessivo delle Marche, pari al 12,6%.

Le Marche: un quadro generale diverso da Ancona

Considerando l'intera regione Marche, il mercato locativo appare ancora relativamente più sostenibile. La crescita media dei canoni nei cinque capoluoghi della regione si ferma al 20,8%. Questo valore si posiziona al di sotto della media nazionale del 23,9%. Città come Pesaro, Macerata, Ascoli Piceno e Fermo hanno registrato variazioni dei canoni comprese tra il 18% e il 20%. Ancona rappresenta un'evidente eccezione all'interno del contesto regionale. Il canone medio mensile è aumentato di 160 euro in sei anni. Lo scarto tra questo aumento e la crescita salariale è quasi il doppio rispetto a quanto osservato nelle altre province marchigiane.

Le dichiarazioni della Cna e le richieste alle istituzioni

Massimiliano Santini, direttore della Cna Ancona, ha commentato la situazione. «I salari sono cresciuti, la contrattazione ha funzionato», ha affermato. Tuttavia, ha aggiunto: «Quando l'affitto assorbe più di un terzo dello stipendio, quella crescita viene di fatto annullata dalla spesa per la casa. Non è una colpa delle imprese: è un problema strutturale del mercato immobiliare che richiede risposte politiche chiare».

Santini ha quindi rivolto un appello alle istituzioni locali e regionali. Ha chiesto di inserire la problematica del «caro affitti» tra le priorità dell'agenda politica. Ha inoltre sollecitato l'adozione di «strumenti concreti», tra cui il sostegno diretto all'affitto, una maggiore regolamentazione dei contratti e il recupero dell'edilizia abitativa pubblica. Queste misure sono considerate essenziali per affrontare la crescente difficoltà abitativa.