L'export manifatturiero delle Marche ha registrato un aumento del 15,5% nel primo trimestre 2026, trainato dalla cantieristica navale. Tuttavia, Confindustria Marche invita alla cautela, evidenziando le difficoltà di altri settori e la necessità di una politica industriale strategica.
Export manifatturiero marchigiano in rialzo
I dati relativi all'export manifatturiero nelle Marche mostrano una tendenza positiva. Il primo trimestre del 2026 ha visto un incremento del 15,5% rispetto all'anno precedente. Questa crescita rappresenta un segnale incoraggiante per l'economia regionale. Tuttavia, è fondamentale interpretare questi numeri con attenzione.
Il presidente di Confindustria Marche, Roberto Cardinali, ha commentato i risultati. Ha sottolineato come il dato debba essere letto con una certa riserva. La performance positiva è fortemente influenzata da un settore specifico. Senza questo contributo, il quadro generale sarebbe diverso.
Cantieristica navale traina i numeri
Il notevole incremento dell'export è in gran parte attribuibile al comparto della cantieristica navale. Questo settore ha chiuso il trimestre con un fatturato impressionante di quasi 595 milioni di euro. Si confronta questo dato con i soli 45 milioni registrati nel primo trimestre del 2025. Un vero e proprio balzo in avanti per questa industria.
Cardinali ha spiegato che, escludendo il contributo della cantieristica, l'andamento generale sarebbe stato negativo. Diversi altri settori manifatturieri hanno infatti registrato flessioni. La moda, ad esempio, ha visto un calo del -5,6% per l'abbigliamento e del -6,8% per pelli e calzature. Anche chimica, farmaceutica, gomma-plastica e apparecchi elettrici hanno mostrato segni meno.
Altri settori in difficoltà e prospettive future
La chimica ha segnato un -4,4%. La farmaceutica ha subito una contrazione del -10,2%. Il settore della gomma-plastica ha registrato un -10,4%. Infine, gli apparecchi elettrici sono scesi del -6,8%. Questi dati evidenziano le sfide che molte imprese devono affrontare.
Non tutti i settori sono però in calo. I computer e i prodotti elettronici hanno visto una crescita del +2,8%. Anche il comparto dei macchinari ha mostrato un aumento del +5,6%. Questi dati offrono uno spaccato variegato dell'economia regionale.
Necessità di una politica industriale lungimirante
Il quadro generale va analizzato anche in prospettiva storica. Il 2025 si era infatti concluso con una flessione dell'export marchigiano del -7,6%. Questo dato era in controtendenza rispetto alla crescita nazionale del +3,3%. La situazione attuale, seppur positiva, non deve far dimenticare le criticità passate.
Cardinali ha ribadito l'importanza di non perdere di vista l'obiettivo di una politica industriale mirata. Questa politica deve essere lungimirante per sostenere le imprese nel lungo termine. La crescita dimensionale e tecnologica delle aziende è stata indicata come la leva principale per affrontare le sfide future. È necessario investire in innovazione e sviluppo per garantire competitività.
Le dichiarazioni di Confindustria Marche evidenziano un quadro complesso. La crescita dell'export è un dato positivo, ma la dipendenza da un singolo settore e le difficoltà di altri comparti richiedono attenzione. Una strategia industriale solida è essenziale per il futuro economico della regione.