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Cia Marche richiede che i fondi destinati all'agricoltura nel prossimo bilancio europeo siano protetti da norme vincolanti. L'obiettivo è garantire certezza e stabilità agli agricoltori, evitando disparità tra gli Stati membri.

Garanzie legislative per i fondi agricoli

Le risorse destinate al settore agricolo nel futuro quadro finanziario dell'Unione Europea necessitano di una tutela legale. Cia Marche, allineata alle preoccupazioni espresse da Cia nazionale, chiede che tali fondi non siano soggetti alle decisioni discrezionali dei singoli Stati membri. Questa posizione nasce dalla valutazione del documento negoziale relativo al Quadro finanziario pluriennale dell'UE.

La questione centrale riguarda una porzione significativa del target rurale e le risorse derivanti dalla revisione di medio termine. Secondo le analisi di Cia nazionale, queste voci potrebbero tradursi per l'Italia in un incremento di un miliardo di euro rispetto all'attuale dotazione della Politica Agricola Comune (PAC). Tuttavia, l'associazione sottolinea un punto critico.

Attualmente, l'erogazione di questi fondi dipende dalla volontà politica di ciascun Paese di allocarli al comparto agricolo. Cia Marche ritiene questo approccio insufficiente e potenzialmente dannoso. La richiesta è chiara: servono normative vincolanti e uniformi per tutti gli Stati membri.

L'obiettivo è duplice: evitare la creazione di disparità tra gli agricoltori europei e prevenire una competizione sleale con le politiche di coesione. La standardizzazione delle regole garantirebbe un terreno di gioco più equo per tutti gli operatori del settore agricolo all'interno dell'Unione.

Incertezza per le imprese agricole

Il presidente di Cia Marche, Alessandro Taddei, ha espresso con forza la necessità di certezza per gli operatori del settore. «Gli agricoltori devono sapere su quali risorse potranno contare», ha dichiarato Taddei. La sua affermazione evidenzia un'esigenza fondamentale per la pianificazione e la sostenibilità delle imprese agricole.

Le rassicurazioni di natura politica, per quanto importanti, non sono sufficienti a garantire la stabilità necessaria. Taddei sottolinea come queste rassicurazioni debbano necessariamente concretizzarsi in disposizioni legislative chiare e universalmente applicabili. Solo così si potrà superare lo stato di incertezza che attualmente grava sulle imprese agricole.

La mancanza di norme vincolanti espone le aziende a una programmazione precaria. Le decisioni di investimento, le strategie di produzione e le prospettive di sviluppo futuro dipendono dalla prevedibilità dei sostegni economici. Senza questa prevedibilità, le imprese continueranno a operare in un clima di costante incertezza, limitando il loro potenziale di crescita e innovazione.

Cia Marche ribadisce quindi l'urgenza di un intervento legislativo che metta al riparo i fondi agricoli europei da fluttuazioni politiche nazionali. La stabilità del settore primario, fondamentale per l'economia e la sicurezza alimentare, merita garanzie solide e durature.