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Lavoratori dell'ex Ilva di Novi Ligure hanno marciato ad Alessandria per incontrare il prefetto. Chiedono risposte concrete sul futuro occupazionale e un piano industriale che tuteli i circa 550 dipendenti e l'indotto. La protesta sottolinea l'importanza dello stabilimento per la comunità locale e l'economia piemontese.

Manifestazione per il futuro occupazionale

Un corteo ha attraversato il centro di Alessandria. I partecipanti provenivano dalla stazione cittadina e si sono diretti verso Palazzo Ghilini. Erano presenti lavoratori, rappresentanti sindacali unitari (RSU) e sindacati dell'ex stabilimento Ilva di Novi Ligure.

L'obiettivo era ottenere un incontro con il prefetto. La marcia mirava a portare all'attenzione delle autorità la difficile situazione dei dipendenti. La questione dell'ex Ilva non riguarda solo Taranto, ma ha ripercussioni significative anche altrove.

Le preoccupazioni dei sindacati

Alberto Pastorello, rappresentante della Uilm Uil, ha evidenziato le conseguenze delle decisioni prese. Queste scelte impattano direttamente circa 550 lavoratori e le loro famiglie a Novi Ligure. Non bisogna dimenticare chi lavora nell'indotto, anch'esso colpito.

Maurizio Cantello della Fiom Cgil ha espresso apprezzamento per la decisione di non chiudere i siti di Taranto e Genova. Tuttavia, ha sottolineato la mancanza di soluzioni concrete per Novi Ligure. Mancano infatti dettagli per il periodo pre e post cassa integrazione. Il nodo cruciale rimane il piano industriale.

Appello alla comunità di Novi Ligure

I lavoratori hanno rivolto una lettera aperta ai cittadini di Novi Ligure. La definiscono una vera e propria battaglia. Lottano per difendere il posto di lavoro, la dignità e il futuro delle proprie famiglie. Affermano di pagare un prezzo molto alto. Questo non è dovuto a loro colpa, ma a scelte politiche e industriali ritenute fallimentari.

La fabbrica rappresenta una parte fondamentale della storia di Novi Ligure. Generazioni di novesi hanno lavorato tra i suoi impianti. Lo stabilimento non è un elemento estraneo alla città, ma parte integrante del suo DNA.

Un legame indissolubile con la città

La possibile chiusura o ridimensionamento dello stabilimento non riguarda solo chi indossa la tuta da lavoro. Lo stabilimento di Novi Ligure non è solo un capitolo della storia industriale. Deve continuare a essere un pilastro essenziale per l'industria e l'economia del Piemonte e dell'intera nazione.

La loro battaglia è vista come la battaglia di tutta Novi. Difendere il lavoro significa preservare la storia e garantire il futuro della città. Prima di raggiungere la Prefettura, il corteo ha fatto una sosta nel cortile del vicino Comune.

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