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L'assessore regionale all'Ambiente dell'Umbria, Thomas De Luca, ha definito la vicenda dell'impianto Phobos un paradosso giuridico, criticando l'approvazione tramite silenzio assenso. Si discute della necessità di bilanciare obiettivi energetici e tutela del territorio.

Caos legislativo e aree idonee

L'assessore regionale all'Ambiente, Thomas De Luca, è intervenuto a RaiNews24. Ha discusso di energie rinnovabili e pianificazione degli impianti. La trasmissione Inside 24 ha affrontato il caso Phobos. Si è parlato della legge regionale sulle aree idonee. Particolare attenzione è stata dedicata alle "aree non idonee". In studio era presente anche il climatologo Luca Mercalli.

L'assessore De Luca ha descritto una situazione di stratificazione legislativa. Questo ha generato un forte caos. Si cerca un equilibrio tra necessità energetiche e governo del territorio. L'obiettivo è raggiungere gli obiettivi del 2030. Si punta a ridurre emissioni e costi energetici. Allo stesso tempo, si tutela il paesaggio. Si cerca anche di ridurre il consumo di suolo.

Attraverso l'aggiornamento del piano paesaggistico regionale, la legge sulle aree idonee e il piano delle aree di accelerazione, si vuole creare un sistema. Questo sistema darà semafori verdi per impianti compatibili. Ci saranno semafori arancioni per criticità. I semafori rossi indicheranno incompatibilità con le tutele esistenti. La normativa mira a guidare la realizzazione di impianti sostenibili.

Il paradosso dell'impianto Phobos

La vicenda dell'impianto Phobos a Orvieto è stata definita un paradosso dall'assessore De Luca. L'autorizzazione è stata rilasciata tramite silenzio assenso. Questo è avvenuto sotto la precedente Giunta regionale. De Luca ha definito assurdo pensare a un'approvazione del genere. Un impianto di tali dimensioni non può essere concesso con un silenzio assenso.

L'assessore ha espresso coraggio nel riesaminare questa autorizzazione. Se il riesame accerterà disallineamenti, si chiederà al Governo di rivedere il decreto Via. Questo è già accaduto per un parco eolico simile nel viterbese. La transizione energetica richiede impianti funzionanti e produttivi. Non si possono realizzare impianti dove non c'è disponibilità della risorsa.

La situazione evidenzia una criticità nel processo autorizzativo. Il silenzio assenso per progetti di grande impatto solleva dubbi sulla reale valutazione. La regione intende garantire trasparenza e rigore nelle procedure. Si vuole evitare che decisioni significative vengano prese senza un'adeguata istruttoria. Questo approccio mira a rafforzare la fiducia dei cittadini nei processi decisionali.

Verso l'autonomia energetica regionale

Nonostante le difficoltà poste dai vincoli del Governo nazionale, la via umbra alla transizione è definita. Per raggiungere l'autonomia energetica regionale, è necessario ragionare sul mix energetico. Bisogna sfruttare al massimo ogni fonte disponibile. L'Umbria possiede un grande potenziale idroelettrico. È importante potenziare altre fonti, come l'eolico.

È fondamentale realizzare gli impianti laddove c'è disponibilità della fonte. Occupare territorio e depauperare un patrimonio importante per l'economia e il turismo è un controsenso. Questo è vero soprattutto se non c'è nemmeno disponibilità di vento. In collaborazione con la soprintendenza, si lavora per definire aree a bassa visibilità panoramica. Si vogliono individuare aree idonee per l'eolico.

Purtroppo, la nuova normativa non permette di farlo in modo efficace. L'assessore De Luca ha concluso sottolineando questa limitazione. La regione cerca soluzioni per conciliare sviluppo energetico e tutela del paesaggio. La collaborazione tra enti è essenziale per superare questi ostacoli. Si punta a un futuro energetico sostenibile per l'Umbria.

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