Besanino fermo un anno: sindaci chiedono riapertura Seregno-Carnate
La linea ferroviaria S7 Besanino subirà uno stop di un anno, da settembre 2026 ad agosto 2027, per consentire i lavori del tracciato Pedemontana. Le istituzioni locali e regionali stanno valutando soluzioni alternative per i pendolari, con una richiesta prioritaria di riaprire la tratta Seregno-Carnate, sospesa dal 2019.
Stop Besanino per lavori Pedemontana
La linea S7, conosciuta come il Besanino, si prepara a un lungo periodo di inattività. La chiusura è prevista a partire da settembre 2026 e si protrarrà fino ad agosto 2027. Questo fermo è necessario per permettere lo svolgimento dei lavori legati alla realizzazione del tracciato autostradale Pedemontana. La durata dell'interruzione, ben dodici mesi, solleva serie preoccupazioni per i numerosi pendolari che ogni giorno utilizzano questo servizio.
L'annuncio della sospensione ha immediatamente innescato una mobilitazione delle amministrazioni locali e regionali. L'obiettivo primario è quello di mitigare il più possibile i disagi per i cittadini pendolari. Si stanno quindi studiando e pianificando strategie alternative per garantire la mobilità durante l'intero periodo di fermo. La situazione richiede un coordinamento efficace tra tutti gli attori coinvolti nel trasporto pubblico locale.
La notizia ha generato un acceso dibattito sul territorio, specialmente considerando la prospettiva di un anno senza il servizio. La linea S7 rappresenta un collegamento fondamentale per molti residenti della zona. La sua assenza prolungata impone una riflessione approfondita sulle soluzioni di trasporto pubblico da implementare. Le istituzioni sono chiamate a dare risposte concrete e tempestive.
Tavolo in Regione: la richiesta dei sindaci
Si è tenuto un incontro in Regione Lombardia per discutere della problematica del Besanino. All'incontro hanno partecipato rappresentanti di Regione, Pedemontana, Trenord, Rfi, Agenzie del trasporto pubblico locale, province e sindaci dei comuni interessati. L'obiettivo era quello di confrontarsi sulle criticità e individuare possibili soluzioni.
L'esito della riunione è stato definito «utile ma ancora interlocutorio» dal consigliere regionale Gigi Ponti (Pd). Egli ha sottolineato come la discussione sia ripartita dall'offerta sostitutiva. Tuttavia, la richiesta principale proveniente dai territori è chiara e univoca: puntare su alternative ferroviarie. In particolare, si auspica la riapertura della tratta Seregno–Carnate e il potenziamento della stazione di Arcore.
Il consigliere Ponti ha inoltre espresso apprezzamento per un sondaggio condotto dai sindaci. Questa indagine ha permesso di raccogliere dati preziosi sui bisogni e sulle abitudini degli utenti della linea S7. Tali informazioni sono fondamentali per progettare servizi sostitutivi realmente efficaci e rispondenti alle esigenze della cittadinanza. La collaborazione tra amministrazioni e utenti è cruciale.
Alternative e criticità per i pendolari
La gestione della chiusura della linea S7 prevede la divisione del servizio in due tronchi distinti. Il primo tratto andrà da Triuggio a Lecco, mentre il secondo collegherà Villasanta a Monza. Secondo le prime analisi, l'offerta di trasporto verso Lecco potrebbe rimanere quasi invariata. La situazione è invece più critica per la parte meridionale della linea.
Sulla tratta Sud, la cadenza oraria dei mezzi sostitutivi rischia di essere insufficiente rispetto alle reali necessità dei pendolari. Questo aspetto richiede un'attenzione particolare e un potenziamento dei servizi. La frequenza dei trasporti è un elemento chiave per garantire la funzionalità della mobilità quotidiana. Un servizio poco frequente può rendere insostenibile l'utilizzo dei mezzi pubblici.
Una novità emersa durante la riunione riguarda un ulteriore mese di chiusura previsto da Rfi tra giugno e luglio. Questo periodo fungerà da primo banco di prova per testare alcune delle soluzioni alternative in fase di studio. L'obiettivo è quello di identificare tempestivamente eventuali criticità e apportare le necessarie correzioni prima dell'avvio ufficiale della chiusura prolungata.
La richiesta di riaprire la Seregno-Carnate
Sulla stessa linea di pensiero, il consigliere regionale Alessandro Corbetta (Lega) ha ribadito con forza la richiesta di riaprire la tratta Seregno–Carnate. Questa linea ferroviaria è stata sospesa a partire dal 2019. La sua riattivazione potrebbe rappresentare una soluzione significativa per alleggerire il peso della sospensione del Besanino.
Corbetta ha espresso un giudizio positivo sulle ipotesi di servizi sostitutivi tramite autobus. Questi dovrebbero collegare Triuggio con Villasanta e Triuggio con Arcore. Tuttavia, ha posto l'accento sulla necessità di monitorare attentamente l'efficienza e l'affidabilità di questi servizi. La qualità del trasporto sostitutivo è fondamentale per non peggiorare la situazione dei pendolari.
La consigliera Martina Sassoli (Noi Moderati) ha sollevato una preoccupazione specifica: l'assenza del Comune di Monza ai tavoli di coordinamento. Ha evidenziato come le ricadute negative della chiusura si faranno sentire anche nei comuni di Monza e Villasanta. Esiste il concreto rischio che l'area di Monza Sobborghi si trasformi in un'enorme area di parcheggio a cielo aperto, con tutte le conseguenze negative che ciò comporta in termini di viabilità e vivibilità.