La linea ferroviaria Besanino subirà un'interruzione di un anno per lavori di potenziamento infrastrutturale. Migliaia di pendolari brianzoli dovranno trovare soluzioni alternative per raggiungere Milano, con preoccupazioni per studenti e lavoratori.
Fermo prolungato per la linea Besanino
La stazione di Villasanta, pur sembrando distante nel tempo, segna una data cruciale. Il 7 settembre è un giorno atteso con apprensione da molti. Studenti, lavoratori e amministratori locali sono preoccupati per l'imminente fermo della linea ferroviaria Besanino. Questo importante collegamento, che unisce Lecco a Milano Porta Garibaldi, resterà inattivo per un intero anno. I lavori previsti sono legati alla realizzazione della nuova infrastruttura della Pedemontana.
L'interruzione interesserà la tratta compresa tra le stazioni di Triuggio e Villasanta. Queste due località diventeranno i nuovi capolinea temporanei. La situazione rischia di paralizzare la mobilità di numerosi pendolari. Si stima che almeno 1.400 persone siano direttamente interessate dal provvedimento. Questo dato emerge da un questionario diffuso online dai comuni coinvolti oltre un mese fa.
Indagine sulle alternative di viaggio
L'obiettivo del sondaggio era comprendere le strategie che i pendolari adotteranno durante il periodo di sospensione del servizio. Al momento, la Regione Lombardia ha proposto l'attivazione di un servizio di navette sostitutive su gomma. Tuttavia, questa soluzione non sembra raccogliere il favore degli utenti. I risultati del questionario evidenziano una forte dipendenza dal servizio ferroviario attuale. Ben il 95,4% degli utenti abituali sottolinea l'importanza centrale del treno per i propri spostamenti quotidiani.
Oltre il 90% degli intervistati ha dichiarato che il proprio tragitto casa-lavoro o casa-scuola sarà direttamente compromesso dalla chiusura della linea. La motivazione principale per l'utilizzo del Besanino è legata al lavoro, indicata dal 59,2% dei rispondenti. Segue l'esigenza di studio, citata dal 37,6% degli intervistati. Questi dati confermano la natura essenziale del servizio per la vita socio-economica della regione.
Scetticismo verso i bus sostitutivi
Un dato significativo emerso dall'indagine riguarda la scarsa fiducia nei confronti del servizio di autobus sostitutivo. Meno di un quarto degli utenti prevede di utilizzare questa alternativa. La maggior parte dei pendolari ritiene che le soluzioni proposte non siano pienamente adeguate alle proprie necessità. La percezione è che il trasporto su gomma non possa replicare l'efficienza e la comodità del treno.
Di conseguenza, per raggiungere il luogo di lavoro o la scuola, molti pendolari stanno già valutando l'uso del proprio mezzo privato. L'alternativa più probabile, per chi non desidera affrontare il traffico cittadino, è raggiungere la stazione di Villasanta con l'auto. Alcuni utenti stanno già pianificando di utilizzare l'automobile per recarsi direttamente al lavoro per l'intero periodo di un anno, da settembre 2026 ad agosto 2027.
Implicazioni per la mobilità a Monza
La situazione potrebbe avere ripercussioni significative anche sulla mobilità della provincia di Monza. Durante un incontro tenutosi la settimana scorsa presso la Regione Lombardia, è emersa la difficoltà nel raddoppiare le corse dei treni da Villasanta. L'idea di una frequenza ogni 30 minuti, rispetto all'attuale cadenza oraria, appare complessa da realizzare. La carenza di materiale rotabile è uno dei principali ostacoli. Questo scenario aumenta il rischio per chi non vuole raggiungere Milano in auto.
Una possibile soluzione potrebbe essere quella di estendere il proprio tragitto fino alla stazione di Monza. Da lì, i pendolari potrebbero optare per i treni diretti verso Milano. Questa alternativa, tuttavia, comporterebbe un allungamento dei tempi di percorrenza e un potenziale aumento del sovraffollamento sulla linea principale.
Preoccupazioni congiunte dei Comuni
I sindaci dei comuni interessati hanno espresso congiuntamente le loro preoccupazioni attraverso un comunicato ufficiale. Tra le amministrazioni firmatarie figurano quelle di Albiate, Biassono, Besana Brianza, Cassano Brianza, Costa Masnaga, Lecco, Lesmo, Macherio, Oggiono, Renate, Sovico, Triuggio, Valmadrera, Veduggio con Colzano e Villasanta. Nel documento si legge: «La possibile riduzione di corse sulla tratta Villasanta-Milano, motivata anche dalla limitata disponibilità di materiale rotabile e dall'utilizzo di convogli solo durante l'interruzione della linea Como–Lecco, rappresenterebbe un arretramento rispetto agli impegni precedentemente comunicati di potenziamento del servizio».
I sindaci hanno inoltre sottolineato la necessità di garantire un'organizzazione del servizio che preveda adeguati margini di flessibilità e riserva. L'obiettivo è evitare ulteriori criticità in una fase già particolarmente delicata per la mobilità dei cittadini. La collaborazione tra enti locali e regionali è fondamentale per trovare soluzioni efficaci.
L'impatto sugli studenti e le possibili soluzioni
Il fermo prolungato del Besanino desta particolare preoccupazione per gli studenti. Non è la prima volta che la linea subisce interruzioni, ma il blocco di 12 mesi ha un impatto molto più esteso. Molti giovani pendolari dalla Brianza si dirigono verso le scuole di Monza e Milano. Questi studenti non sempre dispongono di un mezzo proprio e non tutti hanno raggiunto la maggiore età.
La soluzione attualmente più probabile, qualora non fosse possibile garantire treni ogni 30 minuti da Villasanta, sembra essere la riattivazione della linea Seregno-Carnate. Questa richiesta è stata formalmente avanzata dalla Regione Lombardia direttamente alle Ferrovie. L'esito di questa richiesta dovrebbe essere noto nelle prossime settimane. I sindaci verranno nuovamente convocati presso il Pirellone, sede della Regione Lombardia, per discutere gli sviluppi.
La situazione richiede un'attenta pianificazione e una comunicazione trasparente con i cittadini. La mobilità sostenibile è un tema centrale per lo sviluppo del territorio. Trovare un equilibrio tra le esigenze di infrastruttura e quelle dei pendolari è una sfida complessa ma necessaria. La collaborazione tra istituzioni e cittadini sarà la chiave per superare questo periodo di disagio.
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