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A Vigevano scoppia la polemica sul centro culturale islamico 'La Medina'. Il candidato sindaco Furio Suvilla accusa di aver autorizzato una moschea in un'area non idonea. La Lega risponde difendendo l'operato amministrativo.

Centro islamico 'La Medina' sotto accusa

Il centro culturale islamico denominato “La Medina” è nuovamente oggetto di dibattito pubblico. Il candidato alla carica di sindaco, Furio Suvilla, ha puntato il dito contro una parte della coalizione di centrodestra. Egli sostiene che abbiano implicitamente approvato la creazione di un vero e proprio luogo di culto islamico. La Lega, attraverso il suo direttivo cittadino, ha prontamente smentito questa ricostruzione dei fatti. Al centro della questione si trova l'immobile di via Rovereto. Questo spazio ospitava in passato un ingrosso di calzature. Attualmente, l'attività del centro, guidato da Ibrahim Hussein (candidato consigliere nella lista Lega), è in piena espansione. Ha persino ospitato un recente incontro tra i candidati sindaci.

Le motivazioni del candidato Suvilla

Furio Suvilla ha scelto di non partecipare all'evento per coerenza. Ha dichiarato che il centro di via Rovereto 5 funziona a tutti gli effetti come una moschea. Tuttavia, la destinazione urbanistica dell'area non è quella di un luogo di culto. È stata infatti concessa come centro ricreativo. In tale zona non sarebbe consentita l'attività di culto. L'edificio, precedentemente adibito a uso commerciale, ha visto un cambio di destinazione d'uso nel 2020. La giunta di allora, guidata dal sindaco Andrea Sala e dal vicesindaco Andrea Ceffa, approvò la modifica. Ciò avvenne nonostante il parere contrario dell'Osservatorio della Regione Lombardia. Quest'ultimo monitorava le associazioni islamiche a carattere religioso e il rischio terrorismo. L'Osservatorio aveva definito l'allora associazione culturale El Medina come un'organizzazione di chiara impronta religiosa. Oggi, l'attività del centro si concentra sulla propaganda religiosa. Viene anche programmata la celebrazione di riti religiosi e di preghiera islamica. Tali informazioni sono facilmente reperibili sui social media e online.

Critiche sulla legittimità dell'uso

Suvilla ha proseguito affermando che l'uso attuale dell'immobile è illegittimo. Non rispetterebbe la destinazione urbanistica originariamente concessa. Inoltre, violerebbe le norme di sicurezza e le disposizioni del Piano di Governo del Territorio (Pgt). Sarebbero infrante anche le normative regionali e nazionali. Per queste ragioni, il candidato sostiene che il centro dovrà essere chiuso.

La replica del direttivo Lega

La risposta della Lega non si è fatta attendere. Il direttivo cittadino del partito ha definito le dichiarazioni di Suvilla infondate. Hanno parlato di una lettura strumentale e fuorviante dei fatti, volta a creare polemiche elettorali. Il cambio di destinazione d'uso dell'immobile di via Rovereto 5 è stato un atto amministrativo dovuto. È stato adottato dagli uffici nel pieno rispetto delle norme edilizie e del Pgt. La Lega sottolinea che non si tratta di una scelta politica. Quando un intervento è conforme alla legge, l'amministrazione ha il dovere di autorizzarlo. Negarlo per motivi ideologici o politici costituirebbe una violazione della legge. Chi accusa di uno scambio di voto elettorale, secondo la Lega, dimostra di non conoscere il funzionamento della macchina amministrativa. In alternativa, potrebbe voler alimentare deliberatamente polemiche.

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