Una neonata è deceduta all'ospedale San Bortolo di Vicenza. I genitori, distrutti dal dolore, chiedono giustizia e pretendono di conoscere le cause del decesso. È stata aperta un'inchiesta.
Dolore e richiesta di verità dei genitori
Le parole del padre della piccola Shira esprimono un dolore lancinante. «Siamo senza parole», ha dichiarato. «È difficile spiegare come si possano sperimentare in poco tempo la gioia più grande e il dolore più profondo». La neonata è deceduta all'ospedale San Bortolo di Vicenza. Questo evento è accaduto diciannove giorni dopo il parto.
Giovedì mattina è stata eseguita l'autopsia sul corpo della piccola. L'esame autoptico è stato disposto dal pubblico ministero Todeschini. Quest'ultimo ha aperto un'inchiesta sul caso. Al momento, il fascicolo è aperto senza indagati.
I familiari di Shira hanno denunciato il decesso ai carabinieri. Hanno poi deciso di affidarsi al gruppo Giesse. Questo gruppo è specializzato nella gestione di casi di malasanità. Hanno nominato l'avvocato Nicolò Pettenuzzo. Hanno anche incaricato il medico legale Marco Filippo Scaglione. Quest'ultimo seguirà l'esame autoptico.
Ricostruzione dei fatti e ricovero
La bambina è venuta alla luce il 22 marzo. Subito dopo la nascita, è stata ricoverata in incubatrice. I genitori, una coppia di origini africane, risiedono in provincia. Hanno pregato affinché tutto andasse per il meglio. Purtroppo, venerdì scorso, il piccolo cuore di Shira ha smesso di battere per sempre.
Il padre ha ricordato di essere rimasto con la moglie e la neonata fino al primo pomeriggio. Poi è tornato a casa per riposare. Dopo circa mezz'ora, è stato avvisato. Gli hanno comunicato che la figlia era stata trasferita in un altro reparto per accertamenti medici. Non sono state fornite motivazioni.
Tornato in ospedale, il padre ha chiesto spiegazioni al personale del San Bortolo. Gli è stato riferito di «ittero neonatale». Il personale lo ha tranquillizzato, affermando che la bimba «è stabile». Il padre è tornato nuovamente a casa. Poco dopo, ha ricevuto un'altra telefonata.
L'arresto respiratorio e il decesso
«Mi è stato detto», ha continuato il papà, «che mentre si trovava al nido, nostra figlia ha avuto un arresto respiratorio». Sembra che il personale medico si sia accorto tardi dell'apnea in corso. Questo ha reso necessari interventi urgenti per limitare i danni neurologici. Purtroppo, questi interventi non sono stati sufficienti.
Dopo un ulteriore peggioramento delle sue condizioni, la piccola Shira è deceduta. La notizia ha scosso profondamente la comunità locale. I genitori chiedono risposte chiare su quanto accaduto.
Il supporto del gruppo Giesse
«I genitori di Shira stanno vivendo un dolore inimmaginabile», ha commentato Massimo Gottardo, di Giesse Vicenza. «Avrebbero voluto tenere celato questo dolore». «Se hanno deciso di esporsi», ha aggiunto, «è perché hanno letto gli articoli usciti con varie ipotesi su quanto accaduto».
«Naturalmente, nessuno vuole puntare il dito contro il personale sanitario», ha precisato Gottardo. «Ma è necessario, per il rispetto che si deve ai genitori della piccola, accertare la verità dei fatti e capire se ci sono eventuali responsabilità». «Siamo certi che la magistratura analizzerà ogni aspetto della vicenda, senza tralasciare nulla».
L'inchiesta della magistratura
La magistratura, tramite il pubblico ministero Todeschini, è titolare del fascicolo sulla morte della neonata. Dopo la denuncia presentata dai genitori ai carabinieri, si è subito attivata. Ha disposto l'autopsia sul corpo della piccola. L'obiettivo è accertare con chiarezza cosa sia effettivamente avvenuto dopo il parto.
Si dovrà stabilire se il decesso poteva essere evitato. Oppure se, data la situazione, i medici non potessero fare nulla di diverso da quanto hanno fatto. L'esito dell'autopsia sarà fondamentale per chiarire le circostanze della tragica scomparsa.