A Vicenza, Francesco Rucco ha sporto denuncia contro Luca Milani per la rimozione di manifesti elettorali. Milani si difende affermando di aver agito per evitare sanzioni.
Manifesti rimossi durante la campagna elettorale
Un episodio ha acceso la campagna elettorale a Vicenza. Il vicepresidente del Consiglio regionale, Francesco Rucco, ha presentato un esposto formale. L'atto è indirizzato contro Luca Milani, suo ex stretto collaboratore. La disputa riguarda la rimozione di alcuni cartelloni elettorali.
I fatti si sono verificati l'ultimo giorno utile prima del silenzio elettorale. Si trattava del 21 novembre. Lo staff di Rucco stava verificando le affissioni in città. Hanno notato un'auto parcheggiata nei pressi della scuola primaria Gonzati.
Da questo veicolo è sceso Luca Milani. Secondo quanto riportato nell'esposto, Milani avrebbe strappato quattro manifesti. Questi erano a sostegno della candidatura di Francesco Rucco. I cartelloni sono stati poi caricati sull'auto di Milani. La scena si sarebbe ripetuta poco dopo in strada Bertesina.
La reazione di Rucco e l'esposto in prefettura
Lo staff di Rucco ha raggiunto Milani sotto la sua abitazione. Hanno chiesto spiegazioni sul suo operato. Le risposte ricevute non hanno soddisfatto Francesco Rucco. Di conseguenza, ha deciso di procedere con un esposto. L'ha presentato alla prefettura di Vicenza.
Nel documento, Rucco sottolinea la natura personale dell'azione. La definisce un «evidente attacco personale». L'obiettivo sarebbe stato quello di danneggiare la sua campagna elettorale. A supporto della sua denuncia, è stato allegato un video. Le immagini sono state girate con un cellulare da un membro dello staff.
La diffusione sui social network
Il giorno seguente ai fatti, sono emersi dettagli sui social media. Alcuni fotogrammi del filmato sono stati pubblicati su Facebook. La pubblicazione è avvenuta da parte di Alessandro Benigno, presidente cittadino di Fratelli d'Italia. Il volto di Milani era stato oscurato.
Il post non conteneva riferimenti diretti all'identità dell'ex direttore generale di palazzo Trissino. Nonostante ciò, molti utenti hanno commentato. Alcuni hanno ipotizzato il coinvolgimento di esponenti di altri schieramenti politici. Non avevano compreso appieno la dinamica dell'accaduto.
La versione di Milani e le indagini
La prefettura di Vicenza ha avviato un'indagine sull'episodio. La Digos della questura ha raccolto informazioni. Il 13 aprile, Luca Milani è stato convocato negli uffici di viale Mazzini. Lì ha ammesso di essere la persona ripresa nel video.
Milani ha dichiarato di aver rimosso i manifesti perché affissi in modo abusivo. Ha spiegato che i cartelloni di Rucco si trovavano in spazi riservati ai candidati alla presidenza della Regione. Ha ritenuto opportuno rimuoverli per evitare sanzioni. Queste potevano colpire sia il partito che il candidato stesso.
L'ex capo di gabinetto ha presentato anche delle fotografie. Queste documenterebbero la sua versione dei fatti. Milani respinge l'accusa di aver violato la legge sulla propaganda elettorale. La normativa prevede una sanzione amministrativa. L'importo varia da 250 a 1000 euro. Non si tratta di un reato penale.
Il procedimento e le dichiarazioni
La legge permette al trasgressore di beneficiare di uno sconto. Questo è possibile se il pagamento avviene entro sessanta giorni dalla contestazione. Luca Milani ha scelto un'altra strada. Ha presentato uno scritto difensivo al prefetto Filippo Romano. Ha richiesto di essere ascoltato. È convinto di aver agito correttamente.
Francesco Rucco ha scelto di non commentare la vicenda. Luca Milani, invece, ha rilasciato dichiarazioni. Ha affermato di aver fatto un favore a Rucco. L'intento era quello di evitargli una multa. Ha precisato di non essere iscritto a Fratelli d'Italia. Ha quindi escluso che si tratti di una disputa interna al partito.