L'immagine della Madonna di Monte Berico a Vicenza ha origini antiche, legate a un dipinto del 1412 e alle apparizioni del 1426-1428. La mostra al Museo Diocesano esplora la sua evoluzione e diffusione.
L'ispirazione di un benefattore per l'immagine mariana
Un benefattore di nome Giampietro de’ Proti desiderava un'immagine della Madonna. La immaginò con un grande manto azzurro. Questo manto doveva accogliere molti peccatori sotto di sé. Commissionò l'opera a Battista da Vicenza. L'artista realizzò una tavola nel 1412. Quest'opera si trova nell'oratorio dei Proti. Rappresenta i dodici apostoli e quattro flagellanti. L'iconografia tardomedievale è evidente. Questa tavola ispirò una scultura successiva. La scultura è opera di Nicolò da Venezia. Fu realizzata nel 1430. La statua in pietra tenera berica è a Monte Berico. Le apparizioni mariane nel 1426 e 1428 precedettero la costruzione del santuario. Vincenza Pasini fu la veggente di queste apparizioni.
Un'icona di fede diffusa tra i veneti
Da allora, la Madre della Misericordia è un simbolo di fede. La sua immagine è presente ovunque. Si trova dove ci sono veneti e vicentini nel mondo. La tavola dei Proti è attualmente esposta. Si trova al Museo Diocesano di Vicenza. È nella prima sala a sinistra. La mostra celebra i 600 anni dalle apparizioni. Il direttore, mons. Francesco Gasparini, ha curato l'esposizione. Insieme a Manuela Mantiero, ha raccolto opere preziose. Sono esposti pezzi originali da archivi e chiese del Vicentino. Tra questi, la pala di Giacomo Ciesa. L'opera si intitola 'L'Apparizione della Vergine a Vincenza Pasini'. È un olio su tela del XVIII secolo. Proviene dall'Oratorio della Beata Vergine di villa Da Porto. È collocata su un altare settecentesco. Il tema delle apparizioni è centrale. L'opera ricorda anche la peste del 1630. Evoca anche la peste del 1426. Sulla destra si vedono i morti dell'epidemia. Vengono portati al lazzaretto di Campo Marzo. La chiesa di San Giorgio in Gogna fornisce un altro dipinto. È di Giambattista Maganza il Giovane. Si intitola 'La Madonna appare a Vincenza Pasini e protegge i vicentini dalla peste'. Quest'opera è ricca di dettagli.
La mostra al Museo Diocesano: devozione e storia
La mostra si chiama 'La Madonna della Misericordia appare a Vicenza'. Espone documenti inediti. Provengono dall'Archivio diocesano di Vicenza. Sono presenti anche oggetti di devozione. Questi sono stati donati dai fedeli nel corso dei secoli. La mostra dedica spazio a figure importanti. C'è la stola di mons. Pietro Nonis. Fu l'unico vescovo a volere la Madonna di Monte Berico al centro del suo stemma. Viene esposto anche il pastorale del vescovo Rodolfi. È in argento, con un ricciolo. Risale al 1911. Questo fu l'anno del suo ingresso ufficiale. Il pastorale raffigura Vincenza Pasini in ginocchio. Davanti a lei c'è la Madonna. Vincenza lascia a terra il 'bigòlo'. Questo è un legno arcuato con due secchi. Era tipico nelle rappresentazioni della contadina di Montemezzo di Sovizzo. Il volto di Vincenza è rugoso. Indossa una gonna lunga, un grembiule e un fazzoletto in testa. Questo ritratto della veggente è ricorrente. Si ritrova in due statue in pietra berica del XVIII secolo. Queste statue provengono dalla chiesa di San Gottardo.
Interpretazioni artistiche e visite guidate
La figura della Madonna di Monte Berico continua a ispirare artisti. La mostra presenta una sculturina in pietra. È degli anni Ottanta. L'autrice è Pino Baù. C'è anche una Madonna lignea. È opera del gardenese Demetz. Entrambe sono interpretazioni moderne della statua del 1430. Quest'ultima è ancora conservata a Monte Berico. Si trova dietro l'altare maggiore. Dal 10 maggio, ogni seconda domenica del mese, ci sono visite gratuite. Sono organizzate in collaborazione con le Gallerie d'Italia. Il titolo è 'La Madonna della Misericordia tra Oriente ed Occidente'. Le visite partono dal Museo diocesano. La seconda tappa è a palazzo Leoni Montanari. Si ammirano le icone lì conservate. Per informazioni e prenotazioni, è possibile contattare il numero 0444 226400. L'indirizzo email è museo@diocesi.vicenza.it.