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Verifica giornalistica su richiesta migranti

Nel 2018, un articolo del Giornale di Vicenza titolato «I richiedenti asilo vogliono Sky: scatta la protesta» riportò le richieste di alcuni migranti ospitati nel centro culturale San Paolo di Vicenza. Tra le istanze emerse vi erano la disponibilità di abbonamenti a piattaforme televisive come Sky, l'installazione di aria condizionata, un menù più vario e il rilascio di documenti per poter lavorare.

La notizia, inizialmente oggetto di dibattito e segnalazioni, trovò conferma ufficiale pochi giorni dopo la sua pubblicazione. L'allora procuratore capo di Vicenza, Antonino Cappelleri, ricevette un'informativa dettagliata dalle forze dell'ordine intervenute sul posto, confermando la veridicità dei fatti riportati.

Conferme istituzionali sulla notizia

A rafforzare la correttezza dell'informazione pubblicata dal Giornale di Vicenza, giunsero dichiarazioni ufficiali da parte delle massime autorità locali. Il questore Giuseppe Petronzi emise una nota in cui si attestava che «Consta che, fra le rivendicazioni, vi fosse anche l’accesso a piattaforme televisive (Sky)».

Anche il comandante provinciale dei carabinieri, colonnello Alberto Santini, fornì dichiarazioni analoghe, confermando la presenza di tali richieste tra le rivendicazioni espresse dai migranti. Queste conferme istituzionali attestavano la fondatezza della notizia pubblicata.

L'Ordine dei Giornalisti conferma la veridicità

Nonostante le conferme ufficiali, il giornalista autore dell'articolo, Valentino Gonzato, fu oggetto di un'istruttoria da parte del Consiglio di disciplina dell'Ordine dei giornalisti del Veneto, a seguito di segnalazioni che ipotizzavano la diffusione di una fake news. Tuttavia, a distanza di un anno, il Consiglio di disciplina emise un verdetto che scagionò completamente il professionista.

La decisione finale dell'Ordine dei giornalisti stabilì che «l’articolo in questione, alla luce delle testimonianze prodotte, sia l’effettiva cronaca dei fatti accaduti, aventi una indubbia notiziabilità in ragione della particolare e inusuale richiesta fatta dai migranti alla questura e che pertanto la notizia sia confermata». Venne inoltre specificato che «l’articolo non contenga notizie non vere, che le stesse notizie siano state verificate, che non si ravvisano quindi elementi che possono far ritenere l’articolo segnalato un elemento di diffusione di informazioni imprecise, sommarie o distorte riguardo a migranti o richiedenti asilo».

Solidarietà al giornalista e difesa del lavoro

Il Comitato di redazione e l'intera redazione del Giornale di Vicenza hanno espresso piena solidarietà al collega Valentino Gonzato, vittima di attacchi alla sua integrità professionale anche a distanza di anni. Ribadiscono la correttezza dell'operato del quotidiano e la necessità di tutelare il lavoro giornalistico svolto nel rispetto dei fatti e delle fonti.

La vicenda, riemersa recentemente in un articolo pubblicato sul sito di Repubblica, viene nuovamente inquadrata dal Giornale di Vicenza come un esempio di corretta informazione, basata su verifiche e conferme istituzionali, a fronte di ricostruzioni che omettono elementi fondamentali e documentati.

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