Un uomo di 42 anni è stato vittima di un'aggressione violenta a Sovizzo dopo un appuntamento fissato tramite un'app di incontri. L'episodio, avvenuto nella notte del 26 gennaio, solleva dubbi su una possibile aggressione omofoba.
Aggressione a Sovizzo dopo incontro online
Un impiegato di 42 anni, residente nel vicentino, ha subito un'aggressione brutale. L'uomo aveva organizzato un incontro conoscitivo con un altro individuo. L'appuntamento era stato fissato tramite una nota applicazione dedicata agli incontri. L'aggressione è avvenuta senza preavviso né parole.
L'incontro si è svolto nella notte tra il 26 e il 27 gennaio. La vittima aveva scelto un luogo nei pressi di un residence in via Valgrossa, a Sovizzo. L'orario concordato era la mezzanotte e mezza. L'uomo si è recato sul posto con la speranza di conoscere una persona.
L'aggressione improvvisa
L'impiegato ha ammesso una certa leggerezza nella gestione dell'incontro. Non aveva infatti richiesto nemmeno un numero di telefono. Aveva però verificato la zona online, trovandola rassicurante. Pensava che il suo interlocutore abitasse nel residence. L'area era composta da diverse abitazioni.
Giunto sul luogo, l'uomo ha individuato la persona che lo attendeva. Ha parcheggiato la sua auto nelle vicinanze. Mentre scendeva dal veicolo per recuperare uno zainetto, si è scusato per il lieve ritardo. Prima ancora di poter vedere il volto dell'altro, è stato colpito.
Senza alcuna parola di spiegazione, l'aggressore ha iniziato a sferrare pugni al collo e alla testa della vittima. L'uomo, colto di sorpresa, ha immediatamente reagito urlando. Ha cercato rifugio correndo verso le abitazioni del residence.
La fuga e l'intervento delle forze dell'ordine
L'aggressore ha però bloccato la sua fuga. L'ha raggiunto vicino a un cancello, continuando a colpirlo con violenza. La vittima ha notato una certa goffaggine nell'attaccante, ipotizzando fosse sotto l'effetto di sostanze stupefacenti. Ha pensato che avrebbe potuto causare danni ben più gravi.
Le urla della vittima hanno avuto effetto. L'aggressore ha interrotto l'attacco. Si è quindi diretto verso l'auto della vittima. L'impiegato, con prontezza, ha chiuso il veicolo tramite telecomando. È riuscito a scavalcare il cancello per mettersi in salvo. Si è detto amareggiato dal fatto che nessuno abbia aperto la porta.
Ha contattato i carabinieri tramite il suo cellulare. Al loro arrivo, gli agenti hanno riferito di aver ricevuto una chiamata proprio dagli abitanti del residence. I carabinieri si sono dimostrati molto gentili. Hanno prima tranquillizzato la vittima. Poi hanno raccolto informazioni sull'aggressore. La vittima ha potuto fornire solo una descrizione sommaria: era di colore, indossava un cappuccio e una felpa nei toni del bianco e del tortora.
Ipotesi di aggressione omofoba
Dopo l'aggressione, l'uomo si è recato al pronto soccorso per essere medicato. Mentre attendeva le cure, ha segnalato il profilo dell'aggressore sull'applicazione. Ha anche aggiunto un avviso per altri utenti. Due persone lo hanno ringraziato, avendo appuntamenti con la stessa persona nei giorni seguenti.
La vittima ha sottolineato un aspetto inquietante: non gli è stato rubato nulla. Questo dettaglio lo porta a credere che si sia trattato di un'aggressione motivata da omofobia. Ha poi confidato ad amici la sua esperienza. Alcuni di loro hanno rivelato di aver subito episodi simili in passato, tra cui rapine e percosse.
L'uomo ha deciso di sporgere denuncia ai carabinieri. In caserma gli sono state mostrate delle foto segnaletiche. Le indagini sono attualmente in corso per identificare e rintracciare l'autore dell'aggressione. L'impiegato ha nel frattempo cancellato il suo profilo sull'app.
Ha dichiarato che in futuro sarà molto più prudente. Ha espresso un brivido al pensiero di cosa sarebbe potuto accadere se gli aggressori fossero stati più di uno. Si considera fortunato per come sono andate le cose.
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