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L'Ulss 8 Berica ha integrato il proprio organico con 151 nuovi infermieri, ma la carenza di personale sanitario persiste. Le nuove assunzioni sono destinate a potenziare case e ospedali di comunità, ma i sindacati avvertono che la dotazione attuale è appena sufficiente a coprire le esigenze.

Nuovi infermieri per le strutture sanitarie

L'Azienda Sanitaria Locale 8 Berica ha concluso un importante ciclo di assunzioni. Sono ben 151 infermieri che entrano a far parte del personale a tempo indeterminato. Questi professionisti sono stati selezionati tramite un concorso pubblico gestito da Azienda Zero. La graduatoria ha permesso di coprire tutti gli idonei previsti per il territorio dell'Ulss Berica. L'obiettivo è rafforzare gli organici delle nuove strutture sanitarie. Si tratta delle case e degli ospedali di comunità. Questi presidi dovrebbero diventare operativi verso la fine di maggio. Le nuove assunzioni serviranno anche a coprire i posti lasciati vacanti. Pensionamenti e dimissioni hanno creato delle scoperture negli ospedali e sul territorio.

Circa la metà dei neo-assunti, per la precisione 74 professionisti, era già impiegata presso l'Ulss Berica. Lavoravano con contratti a tempo determinato. Erano distribuiti tra l'ospedale San Bortolo e altre strutture. Ora la loro posizione viene stabilizzata con un contratto a tempo indeterminato. Gli altri 77 infermieri rappresentano nuove entrate. Tuttavia, non è garantito che tutti accettino l'incarico. Andrea Gregori, segretario provinciale del Nursind, sindacato autonomo delle professioni sanitarie, esprime qualche dubbio. «Sono professionisti sul mercato», afferma Gregori. «L'offerta è ampia e sceglieranno le condizioni più vantaggiose». Il sindacalista sottolinea i sacrifici richiesti dalla professione. Molti infermieri cercano di limitarli.

Case e ospedali di comunità in attesa di personale

Le nuove assunzioni sono state effettuate con priorità per le strutture di prossimità. Le 13 nuove case e ospedali di comunità sono quasi pronti. La sfida principale ora è garantire la presenza di medici e infermieri. Senza personale adeguato, queste strutture rischiano di rimanere inutilizzate. La delibera approvata dall'Ulss 8 destina 34 infermieri a completare le equipe di queste nuove strutture. Altri 43 professionisti sostituiranno il personale cessato nel corso del 2025. Le restanti 74 posizioni a tempo determinato vengono ora stabilizzate. Nonostante questi sforzi, il numero complessivo di infermieri rimane critico. La sanità vicentina, come quella veneta e italiana, affronta una crisi strutturale. Carichi di lavoro eccessivi, stipendi bassi e scarsa valorizzazione professionale contribuiscono al problema. Anche il calo delle iscrizioni ai corsi universitari aggrava la situazione.

Fabbisogno elevato, dotazione appena sufficiente

«Attualmente, nell'Ulss Berica, la dotazione di infermieri è appena sufficiente», dichiara Andrea Gregori del Nursind. «Non riusciamo a soddisfare tutte le esigenze, specialmente con le nuove richieste di servizi». Il segretario sindacale evidenzia come l'apertura di nuovi servizi richieda un aumento del personale. Tuttavia, il tasso di pensionamenti e abbandoni è elevato. Questo crea sempre delle scoperture, soprattutto nei reparti ospedalieri. Sono stati attivati avvisi per incarichi di infermiere di famiglia o comunità. Questi mirano a rafforzare l'assistenza sul territorio. Ma il sistema funziona come un sistema di vasi comunicanti. L'apertura delle case di comunità potrebbe comportare una riduzione del personale ospedaliero. Si rischia di svuotare un settore per potenziarne un altro.

Valorizzare la professione infermieristica

L'esodo di infermieri rappresenta una grave perdita per la sanità pubblica. L'attuale organizzazione delle aziende socio-sanitarie non incentiva i professionisti a rimanere. A questo si aggiunge la necessità di garantire i nuovi servizi territoriali. Il problema di fondo, secondo Gregori, è la scarsa attrattività della professione. Sono necessarie soluzioni concrete, che dovrebbero partire dalla Regione. «Ci sono rimedi possibili», suggerisce Gregori. «Come la residenzialità agevolata, borse di studio e incentivi per chi resta nel Servizio Sanitario Nazionale». Questi sono punti chiave per valorizzare la professione a 360 gradi. È importante considerare anche misure di tutela per gli infermieri più anziani. Essi soffrono maggiormente l'usura dovuta al lavoro.

Criticità nei reparti e speranza di cambiamento

Le maggiori difficoltà per la carenza di infermieri si registrano all'ospedale San Bortolo. In particolare, nel reparto di rianimazione, non si riesce a garantire la fruizione delle ferie previste dal contratto. Al pronto soccorso, il problema persiste con l'impiego di cooperative esterne. Il sindacato ha più volte denunciato questa pratica. L'ha definita fallimentare per la sicurezza degli utenti. Gregori esprime l'auspicio di un «cambio di passo» che tarda ad arrivare. Nel frattempo, l'Ulss ha anche reclutato 14 operatori socio-sanitari. Questo reclutamento serve a coprire il turnover per altrettante posizioni lavorative cessate nel primo trimestre del 2026. La speranza è che si possano implementare strategie efficaci per trattenere e attrarre nuovi professionisti nel settore sanitario.

Domande frequenti

Quanti infermieri sono stati assunti dall'Ulss 8 Berica?

L'Ulss 8 Berica ha assunto 151 nuovi infermieri a tempo indeterminato tramite un concorso pubblico.

Qual è la principale criticità segnalata dal sindacato?

Il sindacato Nursind segnala che, nonostante le nuove assunzioni, la dotazione attuale di infermieri è appena sufficiente a coprire il fabbisogno, con criticità in reparti come la rianimazione del San Bortolo.

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