Il San Bortolo di Vicenza ha raggiunto un traguardo eccezionale con 15 trapianti di rene eseguiti con successo nei primi quattro mesi dell'anno. Questo risultato sottolinea l'eccellenza del centro e l'efficacia delle sue procedure innovative.
Successo per 15 trapianti di rene al San Bortolo
Il reparto di Nefrologia dell'Ospedale San Bortolo di Vicenza ha celebrato un notevole successo. Sono stati completati 15 trapianti di rene in un arco di tempo di soli quattro mesi. Tutti gli interventi hanno avuto esito positivo, confermando l'alta professionalità della struttura sanitaria.
Questi interventi hanno riguardato diverse tipologie di donazione. Sono state effettuate procedure da donatore vivente e da donatore a cuore fermo (Dcd). I pazienti coinvolti presentavano storie cliniche complesse. Molti di loro soffrivano da tempo di patologie renali.
Donazione da padre a figlia: un gesto d'amore
Un caso significativo si è verificato il 14 aprile. Un padre di 47 anni ha donato un rene alla figlia di 24 anni. La giovane, originaria della Colombia ma residente in Trentino, era costretta alla dialisi. Questa terapia era mal tollerata a causa di una malattia cronica. Il trapianto ha permesso alla figlia di interrompere la dialisi.
L'intervento è stato un esempio di donazione da vivente. Ha restituito speranza e una migliore qualità di vita alla giovane paziente. Il padre ha compiuto un gesto di grande generosità e amore.
Doppio rene per un paziente vicentino
Il 16 aprile è stato eseguito un trapianto da donatore a cuore fermo. L'organo proveniva dalla terapia intensiva di Vicenza. In questo caso, sono stati trapiantati due reni. Questo è stato necessario a causa della notevole differenza di dimensioni tra donatore e ricevente.
Il paziente, un vicentino di 45 anni, aveva una lunga storia di malattia. Soffriva da oltre 20 anni. Era ormai prossimo alla dialisi. L'intervento ha rappresentato una svolta per la sua salute.
Nuova vita per una donna di 52 anni
Due giorni dopo, un altro trapianto ha ridato speranza. Una donna di 52 anni ha ricevuto un rene da donatore a cuore fermo. Il donatore era deceduto in un ospedale del Veneto. La paziente proveniva da un comune dell'Ulss 7.
Soffriva di reni policistici. Da tre anni era in terapia emodialitica. Questo intervento le ha offerto una nuova opportunità di vita, liberandola dalla dipendenza dalla dialisi.
Trapianto da donatore vivente: il secondo per un uomo di 53 anni
Il 3 marzo si era già verificato un altro trapianto da donatore vivente. Un uomo di 53 anni, residente nel Vicentino, ha ricevuto un rene dalla moglie. Per lui si trattava del secondo trapianto. Il primo organo aveva funzionato per oltre 20 anni.
La moglie si è offerta subito come donatrice. Il suo gesto ha permesso al marito di riprendere una vita normale, lontana dalla dialisi. Questo sottolinea l'importanza del supporto familiare nelle terapie salvavita.
Prelievi Dcd e distribuzione nazionale degli organi
Recentemente, è stato effettuato un nuovo prelievo da donatore Dcd. Gli organi sono stati distribuiti a diversi ospedali italiani. La ripartizione è avvenuta secondo le direttive del Nit (Nord Italia Transplant). Questo dimostra la capacità del San Bortolo di contribuire alla rete nazionale di donazione.
Il San Bortolo centro di riferimento regionale per i trapianti
Con questi 15 interventi, l'ospedale di Vicenza si conferma un centro d'eccellenza. Ha acquisito un ruolo di primo piano come riferimento regionale per i trapianti. Questo successo è frutto di un'intensa collaborazione. Coinvolge decine di specialisti: anestesisti, chirurghi, nefrologi, urologi, medici e infermieri del Cot e del gruppo operatorio.
La direzione sanitaria ha giocato un ruolo cruciale nel coordinamento. Il lavoro di squadra è fondamentale per raggiungere questi risultati.
Tecnologia Ecmo e donazione a cuore fermo
Nel 2025, il San Bortolo aveva registrato 41 trapianti. I suoi dati superano quelli di intere regioni come Sardegna, Calabria, Umbria e Basilicata. Si avvicinano anche a quelli di Liguria, Marche e Abruzzo. L'introduzione della donazione Dcd a cuore fermo ha aumentato il numero di organi disponibili.
Questa tecnica permette di utilizzare organi da pazienti deceduti per arresto cardiocircolatorio. Gli organi vengono mantenuti vitali grazie alla circolazione extracorporea con l'uso dell'Ecmo. Si tratta di una tecnologia avanzata.
Chirurgia mini-invasiva con il robot da Vinci
Per i donatori viventi, l'ospedale utilizza il robot da Vinci. Questa tecnica mini-invasiva è all'avanguardia. Assicura precisione assoluta. Riduce le incisioni chirurgiche. Minimizza il dolore post-operatorio. Accelera il recupero del donatore.
L'adozione di queste tecnologie conferma l'impegno del San Bortolo nell'offrire le migliori cure possibili. Sia per i riceventi che per i donatori.