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Oltre 1.300 piccoli negozi hanno cessato l'attività nel Vicentino negli ultimi dieci anni. L'aumento degli affitti è una delle cause principali di questa crisi del commercio locale.

Calo significativo delle attività commerciali

La provincia di Vicenza ha registrato una forte contrazione nel numero di negozi di vicinato. In un arco temporale di dieci anni, sono scomparse ben 1.316 attività commerciali. Questo dato rappresenta una flessione del 9,8% del tessuto commerciale locale. L'analisi è stata condotta da Nomisma, in collaborazione con Percorsi di Secondo Welfare.

Il fenomeno non è isolato nel Vicentino, ma si inserisce in un contesto nazionale e regionale preoccupante. In tutta Italia, oltre 86.000 negozi di vicinato sono cessati nell'ultimo decennio. Il Veneto, in particolare, ha visto la chiusura di 9.952 esercizi commerciali nello stesso periodo.

Confrontando i dati provinciali veneti, Vicenza si posiziona in linea con altre realtà. Padova ha perso 2.074 negozi, Treviso 2.046 e Verona 1.536. Situazioni meno critiche si registrano a Rovigo (-964) e Belluno (-750), ma queste cifre sono influenzate dalle dimensioni territoriali più ridotte.

Settori più colpiti e aree di crescita

La diminuzione delle attività commerciali non è uniforme tra tutti i settori merceologici. I dati evidenziano un calo più marcato per i negozi legati alla cultura, allo svago e al tessile. Anche i settori dell'abbigliamento, degli accessori, della ferramenta, delle gioiellerie, dei mobili e degli alimentari hanno subito perdite significative.

Tuttavia, emergono segnali di resilienza e crescita in specifici comparti. Il commercio di articoli per l'edilizia mostra un andamento positivo, sostenuto dal ciclo del settore. Anche i servizi legati alla cura della persona registrano un aumento della domanda. La ristorazione si conferma il motore principale di crescita, con un incremento sia nel numero di imprese attive sia degli addetti.

Ricavi in aumento per le attività sopravvissute

Nonostante la crisi generale, le imprese di vicinato che sono riuscite a sopravvivere hanno visto aumentare i propri ricavi. A livello nazionale, nel periodo 2015-2024, l'incremento medio è stato del 37,6%. Questo dato, tuttavia, nasconde disomogeneità significative. Le grandi imprese mostrano performance solide, mentre le realtà più piccole affrontano una pressione economica crescente.

Nel Vicentino, le attività rimaste aperte hanno registrato un aumento dei ricavi del 34,2%. Le province di Belluno e Padova hanno visto le crescite maggiori, rispettivamente del 53,7% e del 40,2%. Treviso e Venezia registrano aumenti più contenuti, pari al 27,4% e al 28,3%.

L'impatto degli affitti sui costi

Uno dei fattori determinanti che incide sulla salute dei negozi di vicinato è rappresentato dai canoni di locazione. L'Osservatorio Nomisma segnala un incremento generalizzato degli affitti in tutto il Veneto, superiore alla media nazionale. Nel Vicentino, l'aumento si attesta al 20,9%.

Le province di Rovigo, Treviso e Belluno registrano i picchi maggiori, con aumenti rispettivamente del 28,2%, del 26,1% e del 24,5%. A Venezia, l'incremento dei canoni è stato del 13,8%. L'aumento dei costi di affitto, unito ai cambiamenti nelle abitudini di acquisto dei consumatori, mette a dura prova la sostenibilità economica delle piccole attività commerciali.

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