Una nuova proposta per il completamento della Valdastico nord riaccende il dibattito sull'infrastruttura. L'architetto Parise presenta un progetto con costi definiti accessibili, volto a migliorare i collegamenti.
Una nuova idea per la Valdastico nord
L'architetto Vittorino Parise, originario di Schio, ha avanzato una nuova proposta per la realizzazione della Valdastico nord. L'idea mira a ridurre significativamente i tempi di percorrenza e a rivitalizzare l'area. L'architetto ha già discusso la sua visione con l'assessore alle infrastrutture della Provincia di Bolzano, che avrebbe mostrato interesse.
Il progetto si concentra sul lotto 1, un tratto di 18 chilometri il cui progetto definitivo fu approvato nel 2017. Questo segmento dovrebbe confluire nella Valsugana tramite due gallerie. Una galleria di 9 chilometri attraverserebbe l'altopiano di Vezzena, terminando al casello di Caldonazzo. Un secondo tunnel, lungo 7 chilometri, passerebbe sotto l'altopiano della Vigolana, con un percorso che costeggia il lago, per poi giungere a Pergine Valsugana.
Costi stimati e fattibilità del progetto
La lunghezza totale del tracciato proposto, inclusi i 4 chilometri della Valsugana già a quattro corsie fino a Trento nord, sarebbe di 25 chilometri. Il costo stimato si aggira intorno a un miliardo e mezzo. Parise basa questa cifra sul costo del tratto da Piovene a Pedemonte. L'architetto sottolinea come questo costo sia considerato contenuto.
La fattibilità è legata alle tecniche di costruzione. La prima galleria potrebbe essere realizzata con una macchina scavatrice (talpa). La seconda, invece, richiederebbe metodi tradizionali a causa della presenza di faglie geologiche sull'altopiano della Vigolana. Il raccordo con la statale 47 Valsugana prevede una tratta in superficie o in trincea, seguita da viadotti di collegamento. Sarà necessaria anche una riqualificazione di circa 4 chilometri della Valsugana.
Le motivazioni dietro la proposta
Parise spiega di aver dedicato tempo e risorse a questo progetto per la sua profonda conoscenza del territorio. Sottolinea come le attuali discussioni sull'autostrada manchino spesso di una visione concreta. L'architetto ricorda inoltre i disagi causati dalle frane che hanno bloccato i collegamenti con il Trentino in passato. La realizzazione di un casello autostradale, anche a Pedemonte, potrebbe contribuire a rivitalizzare economicamente la zona.
La proposta si inserisce nel contesto dei piani ufficiali di Trento e Bolzano. Questi piani prevedono il potenziamento del corridoio del Brennero, anche attraverso il raddoppio della linea ferroviaria. L'obiettivo è alleggerire il traffico pesante dalla A22. Il traffico commerciale da Bologna/Modena potrebbe essere deviato sulla ferrovia a Verona. Quello dal Veneto e dalla Venezia Giulia potrebbe utilizzare il nuovo corridoio A28-Pedemontana-Valdastico.
Prospettive future e commenti
Con l'attivazione prevista nel 2029 della galleria di base del Brennero, le infrastrutture come la Valdastico nord diventerebbero complementari. L'obiettivo è ridurre il traffico pesante sulla A22 e sulla A4. Silvia Marta, presidente del raggruppamento di Schio di Confindustria Vicenza, definisce la proposta una visione importante per un'infrastruttura a cui l'associazione tiene molto. Marta sottolinea l'utilità della Pedemontana per i collegamenti orizzontali e l'importanza della Valdastico per uno sbocco a nord, fondamentale per unire l'Europa.
Le imprese attendono con interesse sviluppi concreti per migliorare la competitività e i collegamenti infrastrutturali della regione.