Cronaca

Referendum Giustizia: 660mila vicentini alle urne

22 marzo 2026, 05:00 3 min di lettura
Referendum Giustizia: 660mila vicentini alle urne Immagine da Wikimedia Commons Vicenza
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Referendum Giustizia: appuntamento alle urne

Domenica 22 e lunedì 23 marzo, i cittadini della provincia di Vicenza sono chiamati a esprimersi sul referendum relativo alla riforma della giustizia. L'affluenza attesa è di circa 663.434 elettori, di cui 81.195 residenti nel capoluogo.

Le operazioni di voto si svolgeranno dalle 7 alle 23 di domenica e dalle 7 alle 15 di lunedì. Per partecipare, basterà presentarsi al proprio seggio elettorale con un documento d'identità valido e la tessera elettorale. Saranno 816 i seggi aperti in tutta la provincia, con 93 dedicati specificamente alla città di Vicenza.

Il quesito referendario e la riforma

Il referendum verte sull'approvazione di una legge di revisione costituzionale riguardante l'ordinamento giurisdizionale. Il testo, pubblicato in Gazzetta Ufficiale, mira a introdurre significative modifiche al sistema giudiziario italiano.

Il cuore della riforma proposta è la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri. La proposta prevede che i futuri magistrati debbano scegliere fin dall'inizio la propria specializzazione, senza poter passare da un ruolo all'altro. Questa novità comporterebbe anche lo sdoppiamento del Consiglio Superiore della Magistratura (CSM).

Nuovi organismi e disciplina dei magistrati

La riforma istituirebbe due CSM distinti: uno per la magistratura giudicante e uno per quella requirente. I membri di questi organi non sarebbero più eletti, ma estratti a sorte da elenchi predisposti dal Parlamento e dai magistrati stessi, secondo requisiti specifici.

Inoltre, verrebbe creata un'Alta Corte con il compito di esercitare la giurisdizione disciplinare nei confronti dei magistrati ordinari, funzione attualmente svolta da una sezione del CSM. L'Alta Corte sarebbe composta da quindici membri, nominati dal Presidente della Repubblica, estratti a sorte dal Parlamento e dai magistrati.

Posizioni a favore e contrarie

I sostenitori della riforma evidenziano la necessità di garantire una maggiore terzietà e imparzialità dei giudici, di contrastare le correnti interne alla magistratura e di migliorare l'efficacia del sistema disciplinare.

Coloro che si oppongono, invece, ritengono che la riforma non incida realmente sull'efficienza della giustizia, che la separazione delle carriere sia già di fatto esistente e che il nuovo assetto possa indebolire il CSM, minacciando l'indipendenza della magistratura.

Implicazioni politiche del voto

Il referendum assume anche una valenza politica. Le forze di governo, insieme ad alcuni partiti centristi, sostengono il "sì", mentre le opposizioni, con alcune sfumature interne, si esprimono per il "no".

Sebbene la vittoria del "no" non comporti automaticamente la caduta del governo, potrebbe influenzare il quadro politico generale e dare slancio al centrosinistra in vista delle prossime elezioni. Al contrario, un "sì" rafforzerebbe la posizione del centrodestra.

È importante ricordare che questo tipo di referendum confermativo non prevede quorum: il risultato sarà valido indipendentemente dal numero dei votanti. La maggioranza dei voti espressi determinerà l'esito.

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