Migranti: Tar Veneto condanna Questure per ritardi asilo
Ritardi sistematici nell'accesso all'asilo
Il Tribunale Amministrativo Regionale (Tar) del Veneto ha emesso due sentenze significative in data 18 marzo, condannando le Questure di Vicenza e Venezia. L'accusa riguarda i ritardi sistematici nell'accesso alle procedure per la richiesta di asilo, attribuiti a inefficienze organizzative strutturali e a scelte amministrative inadeguate.
Le decisioni del Tar fanno seguito a due ricorsi collettivi presentati nel 2025 da un gruppo di associazioni impegnate nel settore dell'immigrazione e dell'assistenza ai migranti. Queste organizzazioni hanno agito in una vera e propria class action pubblica, la prima del genere in Italia promossa esclusivamente da enti senza la partecipazione diretta di singoli cittadini, vedendo riconosciuta dal Tar la propria legittimazione ad agire.
Criticità organizzative e violazione dei termini
I giudici amministrativi hanno accertato che i termini di legge previsti per la presentazione delle domande di asilo sono stati sistematicamente violati. Secondo il Tar, l'organizzazione attuale degli uffici competenti risulta inadeguata sia in termini di risorse impiegate sia rispetto allo sforzo richiesto dalla normativa vigente.
Le sentenze evidenziano come le scelte organizzative operate dall'Amministrazione non siano calibrate per garantire il rispetto continuativo dei termini di legge. Questa disfunzione, che incide su diritti fondamentali delle persone, sarebbe stata giustificabile solo qualora l'Amministrazione avesse dimostrato in modo circostanziato e documentale che il mancato rispetto delle scadenze fosse dovuto a fattori imprevedibili e non gestibili con misure organizzative ragionevolmente esigibili.
Obbligo di ripristino della legalità
Le Questure di Vicenza e Venezia sono ora tenute a ripristinare la legalità entro un termine di 90 giorni. Il Tar ha imposto una progressiva riduzione dei tempi di attesa, lo smaltimento dell'arretrato accumulato e l'introduzione di una gestione più efficiente del procedimento di presentazione delle domande.
L'obiettivo è facilitare l'accesso degli interessati agli uffici delle Questure e garantire la tempestiva raccolta delle manifestazioni di volontà di richiedere protezione internazionale. Le associazioni promotrici dei ricorsi hanno sottolineato l'importanza di queste sentenze per assicurare un accesso equo e tempestivo alle procedure di asilo.
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