Proteste al Centro San Paolo di Vicenza
Nella serata del 3 agosto, una richiesta di intervento al 113 ha segnalato tensioni all'interno del centro culturale San Paolo di Vicenza. Alcuni richiedenti asilo, ospitati dalla cooperativa Cosep, hanno manifestato il proprio malcontento in modo acceso, destando preoccupazione tra gli operatori.
La situazione ha richiesto l'intervento di agenti in borghese per sedare gli animi, poiché una parte dei presenti minacciava di occupare la strada. Dopo un momento di forte tensione, la calma è stata ristabilita.
Richieste inaspettate e dossier in Procura
Tra le lamentele espresse ai mediatori e alle forze dell'ordine, è emersa la singolare richiesta di avere un abbonamento Sky per poter seguire i programmi televisivi dei propri paesi d'origine. Questa e altre istanze sono state dettagliate in una relazione inviata dalla cooperativa alla Prefettura e alla Questura.
Su richiesta della Questura, la cooperativa ha trasmesso un resoconto completo degli eventi e delle problematiche emerse con il gruppo di migranti. Tale documentazione è stata successivamente inoltrata alla Procura della Repubblica per un'eventuale valutazione di profili di reato, dato il tono ritenuto eccessivamente veemente delle proteste.
Valutazione della Procura e altre richieste
Il Procuratore Antonino Cappelleri ha preso visione della documentazione, dichiarando che al momento non sono stati ravvisati reati specifici. Ha definito i comportamenti come «inurbani e maleducati», ma non costituenti violazione di legge.
La Procura ha aperto un fascicolo che sarà esaminato nelle prossime settimane. Potrebbe essere archiviato se non emergessero condotte violente o minacciose. Oltre alla richiesta di Sky, i circa venti richiedenti asilo hanno avanzato altre istanze: documenti d'identità per poter lavorare, cibi conformi ai precetti islamici, un televisore funzionante e, per alcuni, l'installazione di aria condizionata per fronteggiare il caldo.
Incontri istituzionali e preoccupazioni
Le richieste sono state ribadite dai migranti anche in Questura, dove un funzionario li ha ascoltati, indirizzandoli verso la Prefettura, ente preposto alla gestione del sistema di accoglienza. Si è tenuto un tavolo tecnico per discutere la situazione, con particolare attenzione alla questione dei documenti d'identità.
Le notizie relative a questi eventi sono state confermate da diverse istituzioni. Le modalità con cui sono state avanzate alcune richieste, specialmente quelle della sera del 3 agosto, destano preoccupazione, pur essendo in corso una valutazione delle istanze presentate.