Economia

Industria sotto shock: appello per misure eccezionali

14 marzo 2026, 11:32 3 min di lettura
Industria sotto shock: appello per misure eccezionali Immagine da Wikimedia Commons Vicenza
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Crisi geopolitica e impatto sull'economia

L'escalation di tensioni in Medio Oriente, con il conflitto in Iran e la minaccia alla stabilità dello Stretto di Hormuz, sta generando un'ondata di incertezza nel settore industriale. L'impennata dei costi energetici, acuita da questi eventi, rappresenta un ulteriore elemento di preoccupazione per le imprese.

La presidente di Confindustria Vicenza, Barbara Beltrame Giacomello, ha sottolineato come la situazione richieda risposte straordinarie. «In una fase eccezionale servono misure eccezionali», ha dichiarato, evidenziando come le aziende stiano già facendo sforzi per mitigare gli effetti di questo nuovo shock, a patto che sia di breve durata.

Export vicentino e vulnerabilità energetica

Nonostante un 2025 che ha visto l'export vicentino mantenersi stabile, attestandosi a 22,55 miliardi di euro, un dato che conferma la resilienza del tessuto manifatturiero locale, la presidente Beltrame Giacomello mette in guardia dall'eccessivo ottimismo. «Sarebbe un errore accontentarsi di non perdere terreno», ha ammonito, ricordando che nel 2022 si era raggiunto il picco di 23,58 miliardi.

La vera criticità, riaccesa dalla crisi mediorientale, riguarda i costi dell'energia. L'Italia soffre da tempo di un divario con i competitor europei, una vulnerabilità strutturale aggravata dalla dipendenza dalle importazioni e dal legame tra prezzo del gas e dell'elettricità. Se lo scenario dovesse perdurare, le filiere più energivore potrebbero trovarsi in serie difficoltà, con ripercussioni su occupazione e competitività territoriale.

Le proposte di Confindustria Vicenza

Per fronteggiare questa congiuntura sfavorevole, Confindustria Vicenza avanza proposte concrete. È richiesta l'immediata sospensione del sistema Ets (Emissions Trading System), considerato un moltiplicatore di costi in un momento in cui l'Europa dovrebbe rafforzare la propria base industriale. L'Ets, concepito per un contesto differente, andrebbe sospeso sia per la produzione energetica sia, soprattutto, per i processi industriali.

Inoltre, si auspica l'introduzione di un nuovo temporary framework sugli aiuti di Stato, strumento già utilizzato durante la pandemia, per consentire agli Stati membri di supportare le imprese in difficoltà. La presidente Beltrame Giacomello ha rimarcato la necessità di un'Unione Europea all'altezza del suo ruolo, capace di difendere la competitività del mercato interno.

Investimenti e sburocratizzazione

Un altro punto dolente riguarda gli investimenti. L'attesa per i decreti attuativi dell'iperammortamento, misura volta a incentivare investimenti in macchinari e software 4.0, rischia di trasformarsi in un freno. La mancanza di regole tecniche chiare e indicazioni operative blocca le decisioni delle imprese, proprio in un contesto di instabilità geopolitica.

Le imprese non chiedono sussidi indiscriminati, ma chiarezza normativa e certezza del diritto. La sburocratizzazione è vista come un fattore cruciale per ridurre costi e tempi, aumentando la produttività complessiva. Le priorità identificate da Confindustria Vicenza sono: energia a costi sostenibili, regole certe sugli investimenti e un'Europa che tuteli la competitività industriale.

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