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Cassazione chiude caso BpVi dopo 10 anni

La Corte di Cassazione ha emesso la sentenza definitiva sul crac della Banca Popolare di Vicenza, mettendo un punto a un'inchiesta iniziata dieci anni fa. La decisione riguarda i cinque imputati condannati in appello, con pene riviste per gli ex vertici dell'istituto.

L'iter giudiziario, iniziato con le perquisizioni nel settembre 2015, ha visto un maxi processo che ha scosso il sistema bancario vicentino. La parola fine è giunta dopo quasi sette anni dall'avvio del primo dibattimento.

Sconti di pena per gli ex dirigenti BpVi

La sentenza di terzo grado, pronunciata nella tarda serata, ha comportato una riduzione delle pene per diversi ex dirigenti. Il presidente Gianni Zonin vede la sua condanna definitiva attestarsi a 3 anni e 5 mesi, una pena che include uno sconto rispetto al giudizio d'appello. La stessa pena è stata confermata per l'ex vicedirettore generale Andrea Piazzetta.

Ulteriori riduzioni hanno interessato Emanuele Giustini, altro ex vicedirettore generale, e Paolo Marin, la cui condanna si avvicina ai 3 anni di reclusione. Questi provvedimenti chiudono un capitolo giudiziario complesso per la Popolare di Vicenza.

Processo da rifare per Massimiliano Pellegrini

Per Massimiliano Pellegrini, dirigente preposto al bilancio, la Cassazione ha disposto l'annullamento della sentenza d'appello con rinvio. Ciò significa che il suo processo dovrà essere nuovamente discusso in appello. I suoi legali hanno espresso soddisfazione, ribadendo la fiducia nell'innocenza del loro assistito e nella sua estraneità consapevole ai fatti.

Pellegrini era stato inizialmente assolto in primo grado, ma la sua posizione era stata ribaltata in appello. La decisione della Cassazione apre ora una nuova fase per la sua posizione giudiziaria.

Commenti e riflessioni sul verdetto

Le reazioni alla sentenza non si sono fatte attendere. Il presidente della Commissione parlamentare d'inchiesta sul sistema bancario, Pierantonio Zanettin, ha definito la pena per Zonin «mite», suggerendo che il crac possa essere attribuito non solo alla mala gestio degli amministratori ma anche a concause di sistema, inclusi errori politici e delle autorità di vigilanza. Questa tesi è da tempo sostenuta da Zanettin.

L'associazione «Noi che credevamo nella BpVi», tramite il suo presidente Luigi Ugone, ha espresso attesa per la sentenza, definendola una risposta importante per le vittime del disastro finanziario. Ugone ha sottolineato come l'intera comunità veneta abbia pagato un prezzo elevato, e che la condanna degli ex dirigenti invia un messaggio chiaro contro l'impunità.

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