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Il settore della concia vicentina guarda al futuro con un focus sull'economia circolare e la valorizzazione dell'identità locale. L'ex presidente Balsemin sottolinea l'importanza di comunicare la sostenibilità del processo produttivo e di fare sistema per rafforzare il marchio Italia.

La concia come modello di economia circolare

Mirko Balsemin, presidente uscente della sezione Pelle e Cuoio di Confindustria Vicenza, ha concluso il suo mandato quadriennale. Ha evidenziato come il settore della concia possa essere un esempio concreto di economia circolare. La pelle, infatti, deriva dal recupero di uno scarto dell'industria alimentare. Questo processo non richiede lo sfruttamento di nuove risorse naturali. Balsemin ha sottolineato la necessità di comunicare attivamente questo aspetto. La pelle lavorata responsabilmente non rappresenta un problema ambientale. Al contrario, contribuisce a trovare soluzioni sostenibili.

L'Istat segnala un cambiamento nella percezione del lavoro, specialmente tra i giovani. Balsemin ritiene fondamentale riportare il valore del lavoro al centro del pensiero giovanile. L'impegno e lo sforzo, un tempo pilastri del successo, devono essere riscoperti. La sua visione si concentra sulla concretezza e sulla sostenibilità del settore.

Valorizzare l'identità e il marchio Italia

Il concetto di "Land Identity" è centrale nella visione di Balsemin. Questa identità territoriale può trasformare una potenziale debolezza in un punto di forza. Riguardo al marchio "Capitale della pelle" associato ad Arzignano, Balsemin auspica un'azione coordinata a livello nazionale. L'obiettivo è evitare l'autoreferenzialità locale e promuovere un'immagine unitaria dell'Italia. L'ottenimento della certificazione Iso 37101 e delle Indicazioni Geografiche Protette (IGP) per le produzioni è considerato prioritario. Un'amministrazione lungimirante potrebbe facilitare la donazione del marchio registrato dal Comune di Arzignano all'Unic. Questo permetterebbe all'Italia di affermarsi globalmente come "Capitale della Pelle".

Durante il suo mandato, Balsemin ha promosso tre progetti significativi. Uno studio commissionato a Giuseppe Pulina ha chiarito le emissioni di CO2 legate alla lavorazione delle pelli. L'iniziativa editoriale "Antichi per sempre" ha celebrato gli 80 anni della sezione. Infine, il cambio di denominazione da "Concia" a "Pelle e Cuoio" ha modernizzato l'identità della sezione.

Il lavoro che cambia e le sfide future

Il dialogo tra il direttore Marino Smiderle e il giornalista Gian Antonio Stella ha esplorato le trasformazioni del concetto di lavoro. Smiderle ha notato un calo della centralità del lavoro in Veneto rispetto a trent'anni fa. Stella ha ricordato come nel 1996 solo una piccola percentuale di giovani veneti desiderasse un posto fisso. Oggi, questa percentuale è notevolmente aumentata. Questo dato riflette un cambiamento nelle aspirazioni professionali.

La gestione dell'immigrazione nel distretto della pelle della Valle del Chiampo è stata citata come un modello positivo. Stella ha evidenziato la necessità di immigrazione qualificata per l'Europa. La burocrazia rappresenta il principale ostacolo alla competitività europea sui mercati globali. Nonostante le promesse di semplificazione, le normative continuano ad accumularsi. Anche governi con maggioranze solide non sono riusciti a snellire i processi.

L'autonomia regionale, tema discusso in Veneto nel 2017, non ha visto progressi concreti. Stella ha spiegato che le leggi senza decreti attuativi rimangono inefficaci. Il federalismo fiscale, ad esempio, ha visto un unico decreto attuativo riguardante Roma Capitale. La mancanza di azioni concrete limita lo sviluppo e l'innovazione.

Il nuovo consiglio direttivo

Il nuovo consiglio della sezione Pelle e Cuoio vede la partecipazione di numerosi professionisti del settore. Tra i membri figurano Barbara Boschetti, Romina Brandellero, Paolo Castaman, Massimo Confente, Antonio Dal Molin, Rocco Lorenzo Finco, Marzia Fochesato, Roberto Gleria, Rino Mastrotto, Giuseppe Valter Peretti, Luca Pretto e Leonardo Ruffoni. Si aggiunge, di diritto, il past president Mirko Balsemin. La composizione del nuovo consiglio riflette la volontà di continuità e rinnovamento nel settore conciario vicentino.

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