Il costo del legname in Veneto è aumentato del 35% negli ultimi sei mesi, mettendo in crisi le imprese locali. Confartigianato chiede un patto regionale per creare una filiera corta e valorizzare le risorse del territorio.
Aumento vertiginoso dei costi del legname
Il prezzo dell'abete rosso è triplicato in tre anni. Si è passati da 40 a 120 euro per il legname ancora nei boschi. Le materie prime per l'edilizia hanno visto un incremento fino al 35%. Questo è avvenuto negli ultimi sei mesi. Le segherie e le prime lavorazioni sono ora il punto debole. L'intera catena di produzione soffre questa instabilità.
Questi dati emergono da un convegno. L'evento si è tenuto ad Asiago, in provincia di Vicenza. L'incontro è stato promosso da Confartigianato Imprese Veneto. Il tema era la crisi della filiera del legno. Si sono discusse le prospettive del mercato. Hanno partecipato imprese, tecnici e rappresentanti istituzionali. L'obiettivo era trovare soluzioni concrete.
La filiera artigiana del legno veneto in crisi
In Veneto, il settore artigiano del legno conta 8.872 aziende. Impiegano 20.856 persone. Questo include arredamento, segherie e edilizia. Il comparto vive una forte instabilità. Le tensioni geopolitiche internazionali aggravano la situazione. Anche il conflitto in Iran crea incertezza. Le imprese boschive e le segherie artigiane sono 385. Hanno meno di mille addetti in totale. Questo numero è insufficiente per una filiera corta regionale.
Maurizio Cattai, presidente della Federazione Legno di Confartigianato Veneto, ha spiegato la situazione. Ha parlato del patrimonio di legname. Questo è derivato dalla tempesta Vaia e dal bostrico. «Quel patrimonio non è stato capitalizzato sul territorio», ha affermato Cattai. Troppo legno è uscito grezzo. Il valore aggiunto è finito all'estero. Le imprese venete ora importano semilavorati. Provengono da Austria, Germania e Slovenia. I prezzi sono diventati proibitivi. Il Veneto ha un'enorme risorsa. Oltre un terzo del territorio è coperto da boschi. Tuttavia, i tagli e l'utilizzo del legno sono inferiori al potenziale. Serve una vera governance della filiera. Questa deve collegare proprietari forestali, imprese boschive, segherie e trasformatori.
Proposta: un "Patto Legno Veneto"
Confartigianato ha lanciato una proposta. Si chiama "Patto Legno Veneto". L'obiettivo è creare una filiera corta regionale. Si punta ad aumentare l'approvvigionamento locale. Questo avverrà tramite contratti di filiera. Saranno incentivati i percorsi di viabilità forestale. Si darà sostegno alle segherie. I bandi pubblici dovranno premiare l'uso di legno veneto certificato. Questo patto mira a rafforzare il settore. Vuole creare un circuito virtuoso. Il legno locale deve essere valorizzato. L'intero territorio ne trarrà beneficio.
La proposta di Confartigianato è chiara. È necessario unire le forze. Proprietari di boschi, imprese e istituzioni devono collaborare. Solo così si potrà superare la crisi. Si potrà sfruttare appieno la risorsa legno. La creazione di una filiera corta è fondamentale. Permetterà di ridurre i costi. Aumenterà il valore aggiunto sul territorio. Porterà stabilità al settore artigiano veneto. La collaborazione è la chiave per il futuro.