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Un latitante di 36 anni, legato al clan Piromalli, è stato arrestato dai carabinieri in un residence a Parghelia, nel Vibonese. L'uomo deve scontare diverse condanne per estorsione e associazione mafiosa.

Catturato ricercato nel Vibonese

Le forze dell'ordine hanno fermato Vincenzo La Rosa, trentaseienne latitante. L'uomo si nascondeva in una struttura ricettiva a Parghelia, località situata nella provincia di Vibo Valentia. Gli investigatori lo ritengono parte integrante della cosca Piromalli, originaria di Gioia Tauro. La cattura è avvenuta nella notte, frutto di un'intensa attività investigativa. I carabinieri della Sezione operativa di Gioia Tauro hanno coordinato le ricerche. Hanno ricevuto un valido supporto dallo Squadrone Eliportato Cacciatori di Calabria. L'operazione si è conclusa dopo un lungo periodo di indagini.

Condanne per estorsione e mafia

La Rosa era in fuga dal 9 febbraio scorso. La Procura generale di Reggio Calabria aveva emesso nei suoi confronti un provvedimento restrittivo. L'uomo doveva scontare una pena detentiva. La condanna originale prevedeva 6 anni di reclusione. Questo nell'ambito del procedimento giudiziario noto come "Jail Express". I reati contestati risalgono al 2017. Si tratta di estorsione aggravata in concorso. A ciò si aggiungono porto e detenzione illegale di armi. Vi sono anche lesioni personali. Inoltre, La Rosa è destinatario di un'altra condanna definitiva. Questa prevede 8 anni di carcere per associazione di tipo mafioso. Tale sentenza deriva dal procedimento "Geolja". In primo grado, era stato condannato a 25 anni. La pena riguardava l'associazione finalizzata al traffico di stupefacenti e sequestro di persona a scopo estorsivo.

Scoperto nascondiglio e rinvenuta droga

Le indagini per localizzare il fuggitivo hanno condotto i militari dell'Arma fino a Parghelia. Lì, il trentaseienne è stato individuato. Si trovava all'interno di una struttura ricettiva situata lungo la costa. Una volta identificato il ricercato, i carabinieri hanno proceduto a una perquisizione. Hanno esaminato l'appartamento nella sua disponibilità. Durante il controllo, sono stati rinvenuti diversi oggetti. Sono stati trovati quattro telefoni cellulari. Questi sono ritenuti di potenziale interesse investigativo. Inoltre, è stata scoperta una quantità significativa di sostanze stupefacenti. Sono stati sequestrati due chilogrammi di marijuana. Presenti anche otto panetti di hashish. Ciascun panetto pesava circa 100 grammi. Infine, sono state trovate alcune dosi di cocaina. Quest'ultima sembrava destinata all'uso personale. Al momento dell'arresto, l'uomo non possedeva armi.

Sequestro e contrasto alla criminalità

Tutto il materiale rinvenuto durante la perquisizione è stato sottoposto a sequestro. Sarà oggetto di approfonditi accertamenti da parte delle autorità competenti. L'arresto di Vincenzo La Rosa si inserisce in un più ampio contesto operativo. Le forze dell'ordine sono impegnate nella ricerca di soggetti destinatari di provvedimenti giudiziari. L'obiettivo è anche il contrasto alle attività criminali. Queste sono riconducibili alle organizzazioni mafiose operanti nella Piana di Gioia Tauro. L'operazione dimostra l'efficacia delle indagini sul territorio.

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