Scoperti fossili marini nel Veronese: una nuova Bolca
Nuove scoperte paleontologiche in Valpolicella
Una recente ricerca scientifica ha portato alla luce un significativo giacimento di fossili marini sul Monte Solane, situato nella Valpolicella, vicino a Sant'Ambrogio di Valpolicella. Questa scoperta amplia la nostra comprensione degli antichi mari che un tempo ricoprivano il territorio veronese, aggiungendo un nuovo tassello al ricco patrimonio paleontologico della regione.
Lo studio, pubblicato sulla rivista internazionale «Plos One», è il risultato di una collaborazione tra diverse università italiane e tedesche, con il contributo del Muse di Trento. La ricerca ha permesso di datare i reperti a circa 49 milioni di anni fa, un periodo geologico molto vicino a quello del noto sito di Bolca.
Il Monte Solane: un tesoro nascosto
Il sito del Monte Solane, scoperto casualmente nei primi anni 2000 da un appassionato locale, è rimasto relativamente poco studiato fino a tempi recenti. Tuttavia, gli scavi hanno già portato al ritrovamento di oltre 200 esemplari di pesci fossili, posizionando questo giacimento come il secondo più importante della provincia di Verona dopo Bolca.
La peculiarità di questi fossili risiede nell'ambiente marino che rappresentano. A differenza di Bolca, dove si ipotizza la presenza di un ecosistema da barriera corallina, il Monte Solane rivela tracce di un mare profondo circa 500 metri. Questa profondità è suggerita dalla tipologia di specie ritrovate, come pesci vipera e pesci lanterna, adattati a condizioni di scarsa luminosità.
Un ecosistema marino differente
La presenza di specie tipiche di acque profonde indica un ambiente marino aperto, lontano dalle coste. Questo contrasta con le specie più note di Bolca, come cavallucci marini e pesci chirurgo, che suggeriscono invece un ecosistema di acque più basse e calde.
Oltre ai pesci, sono state rinvenute anche foglie e piante fossili, oltre a due rari esemplari di pesci di acqua bassa che, per cause naturali, sono finiti nelle profondità marine. Questi ritrovamenti contribuiscono a ricostruire la paleogeografia dell'antico mare della Tetide che un tempo dominava l'area.
Importanza scientifica e culturale
La ricerca ha permesso di identificare otto nuove specie di pesci fossili, ampliando significativamente la conoscenza scientifica. La maggior parte dei reperti è conservata presso il Museo di Scienze Naturali di Verona e il museo di San Giorgio di Pieve.
La scoperta assume un'importanza notevole non solo dal punto di vista scientifico, ma anche culturale e turistico, specialmente in vista della candidatura di Bolca a Patrimonio dell'Umanità UNESCO. Il Monte Solane si conferma così un sito di grande valore, una «Bolca che non ti aspetti», capace di offrire tesori pietrificati unici nel loro genere.
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