A Vestenanova si attiva una task force regionale per proteggere la pecora Brogna. L'obiettivo è individuare e catturare i lupi più aggressivi per prevenire ulteriori predazioni.
Protezione pecora Brogna a Vestenanova
L'assessore regionale Dario Bond ha annunciato un'operazione di salvataggio per la pecora Brogna. La decisione arriva dopo gravi episodi di predazione che hanno colpito allevatrici locali. Le pecore Brogna sono fondamentali per il mantenimento dei pascoli e la prevenzione dell'incolto in Lessinia.
La situazione è diventata critica per imprenditrici come Mirella Faggionato. Le sue 10 pecore Brogna, acquistate otto anni fa, sono state vittime di attacchi ripetuti. Questi eventi l'hanno portata sull'orlo di abbandonare l'attività. L'assessore Bond ha definito la Lessinia una «zona rossa», sottolineando l'urgenza di un intervento.
Task force contro i lupi aggressivi
Per affrontare il problema, verrà istituita una «Stazione permanente di rilevazione della presenza del lupo». Questa iniziativa, la prima nel suo genere a Castelvero, mira a monitorare costantemente il territorio. L'obiettivo principale è identificare e rimuovere gli esemplari di lupo più pericolosi per ridurre le predazioni.
La task force sarà composta da diverse forze. La Polizia provinciale di Verona sarà presente con un numero maggiore di operatori. Sarà coinvolto anche l'Ufficio faunistico di Verona. Il supporto arriverà dalla Polizia provinciale di Belluno. Inoltre, verrà nominato un «coordinatore lupo» per le province più colpite, tra cui Verona, Vicenza, Treviso e Belluno.
Tecnologia e esperti per il monitoraggio
Già da oggi si valuteranno i sistemi di prevenzione e difesa più efficaci. Questi saranno adattati alle reti di protezione già utilizzate da allevatrici come la signora Faggionato. La prossima settimana è previsto un sopralluogo di Marco Apollonio, zoologo dell'Università di Sassari e noto esperto di lupi. A metà maggio, verranno impiegate 50 fototrappole inviate da Belluno.
Oscar Da Rold, coordinatore operativo delle Polizie provinciali del Veneto, ha spiegato che ci sono sei giorni per individuare i percorsi dei lupi. Questo permetterà di organizzare catture mirate. Dal primo maggio scatterà lo stop legale alle catture, fino all'11 agosto. L'obiettivo è essere pienamente operativi da quella data.
Misure di protezione avanzate
Le strategie includono dispositivi avanzati per la protezione degli animali. Saranno utilizzate fototrappole e radiocollari con allarmi satellitari. Questi ultimi si attiveranno a 500 metri da aree abitate o a rischio. Verrà impiegata una squadra di droni equipaggiati con termocamere. Non mancheranno dissuasori visivi e sonori, e, se necessario, munizioni speciali come pallettoni in gomma.
Ivano Confortini, responsabile regionale per la gestione faunistico-venatoria e la pesca a Verona, ha definito questo approccio una «rivoluzione». Ha sottolineato che si sta passando da una fase di precauzione a una strategia operativa. L'obiettivo è un intervento diretto sugli esemplari aggressivi, una novità rispetto al passato.
Risorse e collaborazione per il futuro
Potrebbero essere utilizzate risorse aggiuntive dal fondo dedicato ai Comuni di confine. La tecnologia giocherà un ruolo chiave, integrata con l'analisi dei dati dall'Università di Sassari. Questo permetterà di identificare singoli lupi e interi branchi. Stefano Vendrami, tecnico faunistico, ha confermato che si replicherà il monitoraggio intensivo già effettuato a Belluno.
«Per arrivare alla cattura, è fondamentale conoscere il territorio», ha affermato Vendrami. L'obiettivo è evitare quanto accaduto in Alpago, dove 40 aziende hanno chiuso in tre anni. L'esperto Apollonio ha ribadito l'importanza di minimizzare le perdite di animali Brogna.