La Dogana di fiume a Verona, sito storico e luogo di eventi, sarà sottoposta a un restauro per migliorarne la sicurezza sismica. L'intervento, finanziato dal Ministero della Cultura, prevede il consolidamento delle murature e dei pilastri, preservando l'architettura originale.
Sicurezza sismica per la Dogana di fiume
La Dogana di fiume, un tempo punto nevralgico per il commercio fluviale e oggi spazio per eventi culturali, sta per essere sottoposta a un intervento di restauro. Questo progetto mira principalmente a garantirne la sicurezza sismica. L'approvazione del piano da parte della Giunta comunale segna l'inizio di un percorso necessario. La struttura, esposta agli agenti atmosferici a causa della sua collocazione all'aperto lungo l'Adige, necessita di interventi consolidanti. La sua posizione la rende affascinante ma anche vulnerabile a piene e intemperie.
L'iniziativa nasce da una sinergia tra diverse istituzioni. Il Comune di Verona è il proprietario dell'immobile. Il Ministero della Cultura fornirà i fondi necessari, pari a 605 mila euro. La Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Verona, Rovigo e Vicenza sarà responsabile dell'esecuzione dei lavori. Questo accordo esonera il bilancio comunale da qualsiasi onere finanziario.
Dettagli tecnici dell'intervento di restauro
Il progetto prevede opere specifiche per aumentare la resistenza sismica. Si interverrà sul consolidamento strutturale delle murature perimetrali e dei pilastri. Questi lavori saranno eseguiti nel pieno rispetto delle caratteristiche architettoniche e dei materiali originali. L'architetta Silvia Dandria, Responsabile Unica del Progetto, ha spiegato i dettagli. Ha descritto un sistema a telaio leggero. Questo sistema è pensato per preservare l'identità del luogo. La Dogana, infatti, è ormai integrata nel tessuto cittadino nel suo stato attuale, privo di copertura.
L'architetta Dandria ha sottolineato che l'intervento è una loro iniziativa. La Soprintendenza gestirà il progetto fino alla sua conclusione. È stato concordato un calendario con il Comune. Questo permetterà lo svolgimento delle attività estive previste. Il Comune consegnerà l'edificio ad agosto. I lavori dovrebbero durare circa sei mesi.
La storia della Dogana di fiume a Verona
La Dogana di fiume vanta una storia che risale alla fine del Settecento. Fu costruita durante il periodo della dominazione della Repubblica di Venezia. Si integrava con la prospiciente dogana di terra, oggi sede della Soprintendenza. Il suo scopo era controllare i passaggi sull'Adige. Riscuoteva inoltre i dazi sulle merci trasportate. Durante la Seconda Guerra Mondiale, l'edificio ebbe un ruolo diverso. Venne adibito a magazzino militare. Subì un bombardamento nel febbraio del 1945.
Da quel momento, la Dogana è rimasta a cielo aperto. Questa condizione le conferisce un fascino particolare. La vicesindaca e assessora ai beni culturali, Barbara Bissoli, ha commentato l'intervento. Ha evidenziato il proficuo rapporto di cooperazione tra le istituzioni. L'amministrazione comunale esprime gratitudine alla Soprintendenza. Riconosce la collaborazione fattiva nella cura di questo luogo. La Dogana è significativa non solo culturalmente. Offre anche una lettura storica del tessuto urbano. L'edificio ha mantenuto inalterata la sua relazione con il fiume. Questo è avvenuto anche dopo la piena del 1882. Quell'evento portò alla realizzazione dei caratteristici muraglioni.