La Dogana di fiume a Verona, un tempo snodo commerciale e oggi spazio culturale, sarà restaurata per migliorarne la sicurezza sismica e strutturale. L'intervento, finanziato dal Ministero della Cultura, sarà gestito dalla Soprintendenza e durerà circa sei mesi.
Restauro per la sicurezza della Dogana di fiume
L'antica Dogana di fiume, situata all'ingresso del quartiere Filippini a Verona, è pronta per un importante intervento di restauro. Questo spazio, che in passato regolava il traffico commerciale fluviale e oggi ospita eventi culturali, necessita di lavori di messa in sicurezza. La Giunta comunale ha dato il via libera al progetto, volto a proteggere la struttura dagli agenti atmosferici e a garantirne la stabilità.
L'edificio, esposto agli agenti atmosferici come piene del fiume, piogge intense e temporali estivi, richiede un consolidamento strutturale. La sua posizione all'aperto lungo il fiume Adige, pur conferendole un fascino unico, la rende vulnerabile. L'intervento mira a preservare questo importante patrimonio storico e culturale.
Finanziamenti e gestione dell'intervento
L'operazione di restauro è il risultato di una collaborazione tra diverse istituzioni. Il Comune di Verona, proprietario dell'immobile, ha visto il finanziamento di 605 mila euro stanziati dal Ministero della Cultura. La Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Verona, Rovigo e Vicenza sarà responsabile dell'esecuzione dei lavori. Questo accordo assicura che non vi siano oneri aggiuntivi per il bilancio comunale.
La Soprintendenza gestirà l'intero processo, dall'inizio alla conclusione. La vicesindaca e assessora ai beni culturali, Barbara Bissoli, ha espresso gratitudine per la collaborazione, sottolineando l'importanza della Dogana di fiume per la lettura del tessuto urbano storico di Verona. L'edificio mantiene la sua configurazione originale in relazione con il fiume, anche dopo le modifiche apportate dai muraglioni nel 1882.
Dettagli tecnici del restauro
Il progetto prevede interventi specifici per migliorare la sicurezza sismica dell'edificio. Verranno consolidati le murature perimetrali e i pilastri, mantenendo inalterate le caratteristiche architettoniche e i materiali originali. L'architetta Silvia Dandria, Responsabile Unica del Progetto, ha spiegato che verrà installato un sistema a telaio leggero. Questo sistema rispetterà la specificità del luogo, ormai integrato nel contesto cittadino nella sua forma attuale, priva di copertura.
L'intervento è stato pianificato per non interferire con le attività estive che si svolgono abitualmente nell'area. Il Comune di Verona consegnerà l'edificio alla Soprintendenza ad agosto. I lavori avranno una durata stimata di circa sei mesi, con l'obiettivo di completare il restauro entro la primavera successiva.
La storia della Dogana di fiume
La Dogana di fiume fu costruita verso la fine del Settecento, durante il periodo della dominazione della Repubblica di Venezia. Essa operava in sinergia con la dogana di terra, situata di fronte e oggi sede della Soprintendenza. Il suo compito era controllare i passaggi sul fiume Adige e riscuotere i dazi sulle merci trasportate. Durante la Seconda Guerra Mondiale, l'edificio fu utilizzato come magazzino militare e subì un bombardamento nel febbraio del 1945.
Da allora, la Dogana di fiume è rimasta a cielo aperto, conservando un fascino particolare. La sua struttura, testimone di secoli di storia commerciale e militare, rappresenta un elemento significativo del patrimonio storico e urbano di Verona. Il restauro mira a preservare questa eredità per le future generazioni.