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La salma di Moussa Diarra, vittima di un omicidio a Verona, tornerà presto in Mali dopo 18 mesi. Il comitato Verità e Giustizia riapre la raccolta fondi per le spese di trasferimento e celebrazione.

Rientro in Mali dopo diciotto mesi

La salma di Moussa Diarra, giovane ventiseienne tragicamente scomparso, si appresta a fare ritorno in Mali. Il suo corpo, custodito per diciotto mesi presso le celle mortuarie di Borgo Roma, dovrebbe raggiungere la sua terra natale a maggio. Alcuni sperano già nella metà del mese.

Prima della partenza, il comitato Verità e Giustizia per Moussa organizzerà un momento di commemorazione a Verona. La data e il luogo esatti sono ancora da definire. L'obiettivo è dare un ultimo saluto al ragazzo prima del suo definitivo rientro in patria.

Raccolta fondi per il trasferimento

Per rendere possibile il trasferimento della salma in Mali, è stata riattivata la raccolta fondi. Sono necessarie diverse migliaia di euro per coprire le spese logistiche e burocratiche. Rachele Tomezzoli, membro del comitato, ha sottolineato la complessità dell'organizzazione. «Non è facile», ha dichiarato, «ci sono molti aspetti da considerare».

La campagna di raccolta fondi era già stata avviata in precedenza. Ha ricevuto nuovo slancio dopo il rigetto della richiesta di archiviazione da parte della Procura. Il Gip ha emesso un'ordinanza di 54 pagine. La famiglia di Moussa desidera poter organizzare un funerale dignitoso e salutarlo come merita.

Le dichiarazioni del comitato Verità e Giustizia

Alberto Modenese, portavoce del comitato Verità e Giustizia per Moussa Diarra, ha espresso soddisfazione per la decisione del Gip. «Siamo contenti delle osservazioni del Gip», ha affermato. La speranza è che vengano condotte indagini più approfondite per chiarire i fatti.

Tuttavia, il comitato nutre preoccupazione per le «ombre di depistaggi» emerse recentemente. Queste potrebbero ostacolare una ricostruzione oggettiva degli eventi. «Ci preoccupano le ombre di depistaggi», ha aggiunto Modenese, auspicando una maggiore solerzia nelle indagini.

Il fratello di Moussa, Djemagan, ha seguito da vicino ogni fase della vicenda. Accompagnerà il fratello nel suo ultimo viaggio verso il Mali.

Domande e Risposte

Perché la salma di Moussa Diarra è rimasta a Verona per 18 mesi?

La salma di Moussa Diarra è rimasta a Verona per 18 mesi a causa delle complessità legate alle procedure legali e burocratiche per il suo rimpatrio in Mali, oltre alla necessità di raccogliere i fondi necessari per il trasferimento.

Cosa significa il rigetto della richiesta di archiviazione?

Il rigetto della richiesta di archiviazione da parte del Gip significa che il caso non è stato chiuso e che le indagini sulla morte di Moussa Diarra dovranno proseguire. Il Gip ha ritenuto che ci fossero elementi sufficienti per non archiviare il caso, richiedendo ulteriori approfondimenti.