A Verona, la Festa della Liberazione inizia con un omaggio ai ferrovieri caduti, simbolo di cittadinanza attiva e democrazia. Il sindaco Damiano Tommasi ha partecipato alla cerimonia, ricordando il sacrificio e l'importanza del dialogo.
Commemorazione anticipata a Porta Vescovo
Le celebrazioni per l'81° anniversario della Liberazione a Verona sono iniziate un giorno prima. L'evento ha reso omaggio ai ferrovieri che persero la vita per la democrazia. La cerimonia si è svolta questa mattina a Porta Vescovo. Il Gonfalone della città ha guidato la processione. Partendo dalla portineria delle Officine Manutenzione Locomotive, il corteo ha raggiunto il monumento nel viale della Stazione. Qui è stata deposta una corona d'alloro. La targa ricorda il sacrificio dei ferrovieri.
Il sindaco: esempio di cittadinanza democratica
Il sindaco Damiano Tommasi ha pronunciato parole significative. «L'esempio dei ferrovieri caduti durante la resistenza per la Liberazione ci ricorda oggi l’importanza di continuare a ribadire che, attraverso il proprio lavoro, si esplicita il proprio essere cittadini». Ha sottolineato come questo sia parte integrante della vita democratica del Paese. Il primo cittadino ha evidenziato la trasversalità politica della Resistenza. Questa ha dimostrato la forza della mediazione. L'obiettivo comune era condiviso, a prescindere dall'orientamento politico. Ha citato il recente Referendum come esempio di dialogo. La grande partecipazione ha richiesto un approccio diverso al documento. Ha ribadito la capacità del Paese di dialogare e di esprimere liberamente il proprio pensiero. Chi ha partecipato alla Resistenza e alla Costituente ha insegnato l'importanza dello stare insieme. Questo modo di convivere è motivo di orgoglio per tutti.
Il valore del lavoro e della libertà
L'evento a Verona, che apre le celebrazioni del 25 aprile, parte dal basso. Inizia dalla quotidianità, da un luogo di lavoro. Ricorda che ognuno contribuisce al cambiamento. Il sindaco ha contrapposto questa visione alle attuali dinamiche mondiali. Queste spesso privilegiano la forza, la violenza e le armi. La mediazione viene messa in secondo piano. Chi indossa il tricolore, e in generale tutti i cittadini, ha la responsabilità di ribadire la volontà di appartenere a una Repubblica democratica. Una repubblica fondata sul lavoro e sulla libertà individuale.
La storia dei ferrovieri caduti
La ricostruzione storica ha ricordato numerosi ferrovieri. Furono scortati da truppe tedesche e fasciste verso la stazione di Verona Porta Nuova. Erano destinati alla Germania come manodopera forzata. La commemorazione ha ricordato anche il ferroviere Nereo Toffaletti. Il 22 giugno 1944, in piazza Cittadella, fu trascinato verso i campi di lavoro forzato. Insieme a lui c'erano altri eroi della Resistenza. Nel tentativo di abbracciare la madre, che voleva porgergli un pacco, fu ucciso dai nazifascisti. Un proiettile sparato da un membro della Gnr lo colpì. Caduto a terra, fu finito con colpi di pistola da un militare tedesco. L'uomo era sceso da un camion. Una lapide sul luogo dell'assassinio commemora il suo sacrificio.