Verona implementa nuove normative per regolamentare plateatici e movida notturna. L'amministrazione ha avviato controlli e procedimenti sanzionatori nei confronti di locali che non rispettano le regole, mirando a un equilibrio tra vivacità e quiete pubblica.
Nuove norme per plateatici e movida
La città di Verona sta introducendo un nuovo quadro normativo. Questo mira a disciplinare l'occupazione di suolo pubblico con plateatici e a gestire la movida. L'obiettivo è garantire un centro storico vivibile per residenti e visitatori.
Le nuove regole arrivano in un momento cruciale. Si avvicina la discussione in consiglio comunale sul nuovo Regolamento dei Plateatici. Questo documento è pensato per aggiornare norme vecchie di oltre quindici anni. L'assessora al Commercio, Alessia Rotta, ha sottolineato l'importanza di questo aggiornamento.
Le problematiche legate alla movida molesta sono tornate alla ribalta. Immagini di via Pellicciai, recentemente designata Area Pedonale Urbana, hanno mostrato un affollamento notturno tale da ostacolare il passaggio. Questo ha reso necessaria un'azione più decisa da parte dell'amministrazione.
Controlli e procedimenti in corso
Le autorità locali hanno intensificato i controlli. Agenti della polizia locale, anche in borghese, hanno monitorato i locali, specialmente nel fine settimana. Questi controlli hanno portato a risultati concreti.
Sono state emesse tre diffide. Inoltre, sono stati avviati due procedimenti sanzionatori. Questi provvedimenti riguardano esercizi commerciali situati nel cosiddetto «quadrilatero del rumore». Quest'area, compresa tra Corso Porta Borsari e via Pellicciai, è nota per le criticità legate al rumore.
L'amministrazione comunale sta lavorando su più fronti. L'obiettivo è trovare un equilibrio tra la vivacità della movida e la tranquillità dei residenti. Questo vale non solo per il centro storico, ma anche per aree sensibili come Veronetta e Borgo Trento.
Dall'inizio dell'anno, sono circa una decina i procedimenti avviati. Questo dimostra un impegno costante nel far rispettare le normative.
Dialogo con gli esercenti
L'assessora Alessia Rotta ha convocato gli esercenti della zona. L'incontro si è tenuto a Palazzo Barbieri. L'intento è promuovere un confronto costruttivo. «Un centro storico vissuto è una priorità», ha dichiarato l'assessora. «Non siamo contrari alla vitalità, anzi. La pedonalizzazione di alcune zone mira proprio a questo.»
Tuttavia, la vivacità non deve trasformarsi in invivibilità. «Non può tradursi in un’invivibilità per i residenti», ha aggiunto Rotta. «Abitanti della città antica che sono rimasti pochi e che dobbiamo tutelare.»
I residenti lamentano schiamazzi, assembramenti e musica ad alto volume. Si aggiungono il trascinamento di sedie e tavoli e il conferimento del vetro in piena notte. Anche le operazioni di pulizia che iniziano alle 5 del mattino disturbano la quiete.
Strumenti normativi e sicurezza
Gli accertamenti vengono solitamente avviati su segnalazione scritta. Coinvolgono diversi settori comunali, tra cui la polizia locale, il Commercio e l'Ambiente. Quest'ultimo collabora con Arpav per la misurazione dell'inquinamento acustico.
Dopo le verifiche, se necessario, vengono emesse le diffide. Il gestore ha dieci giorni per presentare una memoria difensiva. Successivamente, si avvia il procedimento. L'iter non è rapido, ma gli strumenti normativi esistono.
Il Regolamento sui Plateatici, in arrivo, fornirà ulteriori strumenti. Esistono già norme come il regolamento sul rumore e il protocollo «bar fracassoni» del 2016.
«Sulla base di questi strumenti, già stiamo agendo», ha spiegato l'assessora Rotta. Ha citato una recente sentenza del TAR che ha dato ragione al Comune. Un locale di via Veronetta aveva impugnato un provvedimento, sostenendo che le misure fossero sproporzionate. Il tribunale ha confermato l'appropriatezza delle azioni intraprese.
La questione della pubblica sicurezza è altrettanto importante. Situazioni come quelle osservate in via Pellicciai vanno oltre i semplici schiamazzi. Riguardano l'ordine pubblico. L'assessora alla Sicurezza, Stefania Zivelonghi, ha già portato la questione all'attenzione della questura e della prefettura.